La moto svelata a sorpresa a Milwaukee reinterpreta il classico stile britannico degli anni Settanta e lo combina con i 150 Cv del moderno V-twin Revolution Max da 1250 cc e componentistica di alto livello. Non è certo il suo approdo alla produzione in serie
Adriano Bestetti
12 marzo - 11:05 - MILANO
Harley-Davidson ha approfittato dei riflettori del recente Mama Tried Motorcycle Show di Milwaukee, sua città natale, per svelare al mondo un concept destinato a far discutere. Si chiama Rmcr, è un progetto ufficiale del dipartimento design del costruttore americano e rappresenta la sua idea di una moderna cafè racer. Arriverà alla produzione? Difficile dirlo al momento, ma è probabile che i vertici del marchio faranno molta attenzione al genere di accoglienza riservata a questo prototipo prima di dare il via libera. Le prime immagini della moto, pubblicate rapidamente sui canali social di Harley-Davidson, hanno infatti scatenato subito il dibattito tra gli appassionati.
Le radici del progetto
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La sigla Rmcr sottolinea i due elementi essenziali di questo concept: “Rm” fa riferimento al motore Revolution Max 1250, il moderno bicilindrico già montato sulle Pan America; “Cr” sta proprio per Café Racer, filosofia motociclistica di stampo britannico che Harley-Davidson abbracciò già a fine anni 70 con la Xlcr, una delle sue rare incursioni nel territorio della sportività e firmata dal totem Willie G. Davidson. La nuova Rmcr può anche essere considerata una riproposizione in chiave contemporanea di quel modello, anche se il suo V-twin raffreddato a liquido può erogare 150 Cv contro i 61 Cv a disposizione dell’antenata.
Ciclistica pregiata
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La geometria della moto è stata pensata per privilegiare la guida sportiva: la posizione in sella, complici i semimanubri e le pedane arretrate, appare piuttosto raccolta, il telaietto posteriore è corto e il forcellone in alluminio appare compatto e leggero. La ciclistica si affida a marchi rinomati quali Öhlins, che fornisce le sospensioni Black Series completamente regolabili, e Brembo per l’impianto frenante. Non manca l’ammortizzatore di sterzo mentre i cerchi da 17” calzano prestanti pneumatici Michelin Power Gp2. Il peso non è stato dichiarato, ma è probabile sia largamente inferiore a quello dei modelli dell’attuale gamma.
arriverà in produzione?
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Esteticamente, la Harley-Davidson Rmcr è quasi una show bike: le linee della sua carenatura in fibra di carbonio, incluso il piccolo cupolino con faro Led circolare, disegnano un insieme atletico ma comunque riconducibile al marchio americano, specialmente per quanto concerne frontale e serbatoio. A interrompere le scure trame della fibra di carbonio ci sono diversi dettagli dorati, ma anche lo scarico firmato Akrapovič con terminali parzialmente in titanio gioca una parte importante a livello visivo. Per ora la Rmcr resta un esemplare unico, ma l’entusiasmo generato dalla sua apparizione lascia certamente la porta aperta verso un possibile sbocco produttivo. Il rischio principale, in tal senso, è che il suo destino ricalchi quello commercialmente deludente della stessa Xlcr: non abbastanza "Harley" per gli americani, troppo esotica e costosa per gli europei. Oggi però i tempi sono cambiati e questo modello potrebbe anche anticipare un nuovo corso per Harley-Davidson, dalla scorsa estate guidata dal nuovo Ceo Arthur Starrs dopo la fine dell’era Zeitz e desiderosa di rilanciarsi agli occhi delle nuove generazioni.








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