Hamilton e la raffica di penalità: "Mi sanzionano sempre". Ma ha sbagliato lui o c'è accanimento?

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Il campione ferrarista è incappato in quattro sanzioni nelle ultime tre gare. Episodi tutti diversi e sul filo, anche sfortunati, che hanno acceso un po' di discussione tra gli appassionati 

Giusto Ferronato

Giornalista

28 luglio - 15:08 - MILANO

Una vittoria, la prima della Ferrari dopo 34 GP, una pole position nella Sprint, 169 punti, il secondo posto nella classifica iridata dopo 11 GP. Non  male. Ma a questo bilancio di tutto rispetto vanno aggiunte anche quattro penalità nelle ultime tre gare. E siccome Sir Lewis Hamilton è anche Mister 7 Mondiali, ecco che il dibattito sulle punizioni ricevute dal campione si è inevitabilmente acceso. "In questo periodo mi danno penalità ogni volta che possono…", ha commentato con frustrazione il ferrarista dopo il GP d'Ungheria, dove è incappato in sanzioni sia sabato sia domenica. Ma si può davvero parlare di accanimento nei suoi confronti? A scanso di equivoci, decisamente no. Si è trattato, piuttosto, di episodi molto diversi tra loro e, in alcuni casi, anche sfortunati. Ma in un caso, e cioè a Spa, la tentazione di dare ragione a Hamilton, un po' c'è stata.

così a silverstone

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A Silverstone, Hamilton è stato sanzionato con 5 secondi per una partenza anticipata. La vettura si è mossa leggermente prima dello spegnimento dei semafori, per poi arrestarsi nuovamente. Sebbene Hamilton abbia accettato la responsabilità dell'accaduto, ha sollevato il tema dell'incoerenza nell'applicazione delle norme, sostenendo che in passato movimenti simili all'interno della casella di partenza non fossero stati puniti. Nonostante le rassicurazioni della Fia su una futura revisione del criterio, l'infrazione tecnica resta oggettiva: si è trattato di una sbavatura allo start. Infinitesimale, quanto si vuole, ininfluente ai fini del risultato finale. Ma pur sempre oggettiva. 

il caso spa

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A Spa-Francorchamps, Hamilton è stato punito per il contatto a Les Combes con George Russell poco dopo il via del GP del Belgio. È questo l'episodio più controverso dell'intera serie di penalità. La sanzione di 5 secondi inflitta a Lewis è stata giudicata severa da molti osservatori e significativo è il fatto che lo stesso Russell abbia definito l'accaduto un "incidente di gara", nonostante l'impatto abbia poi provocato il ritiro del connazionale della Mercedes. La decisione dei commissari è stata ritenuta molto dura, probabilmente influenzata proprio dall'esito del contatto, cioè il ritiro di Russell. Diversi giri più tardi, inoltre, gli stessi commissari hanno lasciato correre un episodio forse ancora più evidente, con Leclerc protagonista di un contatto con Piastri che, però, non ha avuto conseguenze sul prosieguo della gara dell'australiano. 

in ungheria

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In Ungheria sono arrivate le ultime due penalità. Sabato, durante il Q3 delle qualifiche, Lewis è stato sanzionato con un arretramento in griglia per aver ostacolato Oscar Piastri, lanciato nel suo giro veloce. L'impeding è stato evidente e qui si è aperto un altro dibattito: di chi è stata la responsabilità, di Hamilton o della Ferrari che non lo ha avvertito? La risposta non è così scontata e si può parlare di un concorso di responsabilità (ininfluente, però, per la direzione gara che, una volta rilevato il comportamento illecito, deve comunque sanzionare il pilota). Un campione del mondo che ha completato per primo il proprio giro veloce, infatti, sa che alle sue spalle stanno arrivando gli avversari per il loro tentativo: una disattenzione di Hamilton, dunque. Ma è altrettanto vero che dai muretti è prassi consolidata avvisare via radio i piloti dell'arrivo a tutta velocità delle altre vetture, proprio per evitare di incorrere in penalità: una disattenzione anche della Ferrari. Hamilton, comunque, non ha cercato scuse: "Mi assumo la responsabilità... avrei dovuto guardare negli specchietti", ha dichiarato, pur citando un ritardo nella comunicazione radio con il suo ingegnere. 

limitatore

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Poi, in gara, è arrivato l'ultimo episodio. Nel corso dell'ultima sosta ai box, nuova sanzione di 5 secondi per aver superato il limite di velocità in pit lane di appena 0,1 km/h (80,1 km/h). Vasseur ha spiegato che Lewis ha disattivato il limitatore un attimo prima del consentito e la penalità gli è così costata la posizione a vantaggio del compagno di squadra Charles Leclerc. Insomma, nessun complotto o accanimento. Piuttosto una serie di errori di esecuzione, piccole sbavature e qualche incomprensione con il muretto. Tutti episodi legittimamente sanzionabili. È la conferma che in Formula 1, dove si corre sul filo dei millesimi e dell'esecuzione perfetta di ogni procedura, anche un campione del calibro di Hamilton non può permettersi la minima distrazione.

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