La grandine non fa sconti: bastano chicchi grandi come una noce per ammaccare tetto e cofano. Ecco le difese possibili, dai teli imbottiti al fai-da-te, e le mosse giuste se il temporale arriva mentre guidi
Laerte Salvini
27 luglio - 10:54 - MILANO
Le estati italiane degli ultimi anni hanno registrato grandinate sempre più violente e ravvicinate, con danni per centinaia di milioni di euro per gli automobilisti tra carrozzerie ammaccate, cristalli scheggiati, coltivazioni e impianti fotovoltaici. Non servono chicchi giganteschi: già quando superano la misura di una noce, l'impatto lascia il segno su lamiera e vetri, e la velocità di caduta amplificata dal vento trasforma pochi minuti di maltempo in costi salati. Per chi lascia l'auto in strada, senza box né tettoia, la domanda torna a ogni allerta: come difendere la carrozzeria senza svuotare il portafoglio? La protezione perfetta a basso costo non esiste, ma qualcosa si può fare. A patto di muoversi in fretta. Il primo alleato, del resto, è gratis: l'informazione. Nessun telo serve se lo stendi a temporale iniziato. Bollettini della Protezione civile, allerte regionali e notifiche di un'app meteo affidabile segnalano i temporali forti con ore di anticipo, e alcune compagnie assicurative, per chi ha sottoscritto la garanzia eventi atmosferici, inviano perfino un avviso via Sms sul proprio comune. Se in quel margine di tempo si riesce a spostare la macchina sotto una struttura coperta, un garage o anche solo una tettoia, si è già vinta la partita a costo zero.
Teli e protezioni anti grandine
—
Quando un riparo fisico non c'è, entrano in gioco le coperture. Il telo antigrandine vero non è un semplice copriauto: è una struttura a strati, con esterno impermeabile, cuore ammortizzante in schiuma o Eva che assorbe l'urto dei chicchi e interno morbido antigraffio a contatto con la vernice. Lo spessore fa la differenza: conviene partire da almeno 4-5 millimetri e salire verso i 7-10 se si temono i chicchi più grossi. I modelli completi, però, difficilmente scendono sotto i 50 euro, cifra che li colloca proprio al limite di un budget contenuto. Chi vuole spendere meno ha alternative più mirate. La mezza copertura difende le zone più esposte: tetto, cofano e parabrezza, e in strada è pratica perché si monta in un paio di minuti, senza girare intorno al veicolo. Ancora più economico il copri-parabrezza imbottito o magnetico, spesso sui 20-25 euro, che concentra la protezione sul punto più delicato e costoso da sostituire. E qui c'è una gerarchia da rispettare: quando il tempo stringe, la priorità va sempre al vetro anteriore. Girare con la carrozzeria ammaccata è consentito, guidare con il parabrezza rotto no.
soluzioni pratiche e consigli
—
Sul fronte dell'improvvisazione, coperte spesse a più strati e pluriball fanno da cuscinetto tra ghiaccio e lamiera, ma contro una grandinata intensa l'efficacia cala e il vero nodo è il fissaggio. Il cartone ha senso solo sul parabrezza, come base sotto una coperta pesante che fa da vero ammortizzatore: steso sull'intera auto, invece, si inzuppa in fretta con la pioggia, perde ogni capacità di assorbire i colpi e, se scivola con il vento, rischia di rigare la vernice. Da evitare del tutto i teli di prima fascia di prezzo, spesso sotto i 25 euro, sottili e privi di imbottitura, che proteggono solo in apparenza. Se si può investire un budget più elevato, soluzioni efficaci non mancano. Con qualche euro in più le opzioni si allargano. Sui 50-70 euro si trovano teli imbottiti di fascia media più affidabili, alcuni certificati e con cinghie antivento. Più in alto ci sono gli ombrelli antigrandine (intorno ai 200 euro, ma sensibili alle raffiche) e i teli gonfiabili a camera d'aria (350-400 euro), efficacissimi ma sconsigliati vicino ad altre vetture per il rischio rimbalzo dei chicchi. Al vertice restano tettoie e box auto: protezione totale, ma spazio e spesa di tutt'altro ordine.
cosa fare se si è in marcia
—
Se la grandine sorprende mentre si è al volante, la priorità non è l'auto, ma la sicurezza di chi si trova a bordo. È opportuno ridurre la velocità con gradualità, accendere le quattro frecce e aumentare la distanza di sicurezza dal veicolo che precede. Non appena le condizioni lo consentono, è consigliabile cercare un riparo solido, come un cavalcavia, una stazione di servizio o un parcheggio coperto, evitando invece alberi, insegne e cartelloni pubblicitari, che in presenza di vento forte possono rappresentare un pericolo ancora maggiore della grandine stessa. Nella maggior parte dei casi il fenomeno si esaurisce nel giro di pochi minuti: attendere che il temporale si attenui, restando fermi in un luogo sicuro, è spesso la scelta più prudente prima di riprendere il viaggio. La regola di fondo, sia durante la marcia sia quando il veicolo è in sosta, rimane sempre la stessa: maggiore è la protezione che si frappone tra la carrozzeria e i chicchi di grandine, minore sarà il rischio di riportare danni.










English (US) ·