Gonçalo Ramos l'"apriscatole". Piedi, testa e senso del gol: ecco perché piace ad Amorim

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Il portoghese è nella lista degli obiettivi del Milan per la maglia da centravanti. Al Psg vince, ma non gioca quanto vorrebbe...

Marco Pasotto

Giornalista

17 giugno - 17:44 - MILANO

Scorrono le stagioni, cambiano le proprietà, passano gli allenatori e pure i dirigenti, e ogni estate il Milan si ritrova al punto di partenza in un eterno e stucchevole gioco dell'oca: su quale centravanti puntare? Se pensiamo che gli ultimi due ad aver lasciato segni tangibili erano giocatori decisamente più vicini ai 40 anni che ai 30 - Ibra e Giroud -, si capisce bene come quella casella sia ormai diventata un incubo per il Diavolo. Ora, nuovo giro e nuova corsa con l'arrivo di Amorim. Il futuro di Gimenez non influisce: anche in caso di permanenza, non sarebbe lui il titolare. Arriverà un attaccante nuovo e il tecnico portoghese sta iniziando a comporre la lista delle esigenze e magari anche quella dei desideri, dal momento che per il suo tipo di gioco ha bisogno di giocatori estremamente funzionali alle sue idee (uno dei motivi per cui è andata male a Manchester è stato proprio questo: una rosa non adatta alla sua filosofia). Così ecco spuntare il nome di Gonçalo Ramos.

numeri

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Un connazionale, certo. Quello geografico non è e non sarà un fattore imprescindibile, ma ovviamente aiuta. Amorim non lo ha mai avuto in rosa, però lo conosce bene dai tempi in cui lui allenava lo Sporting e Ramos giocava nel Benfica. Derby infuocati. L'occasione deriva soprattutto dallo status attuale di Gonçalo nel Psg dei sogni: lui a Parigi si trova decisamente bene, da quelle parti ha ingrassato la sua bacheca, ma sicuramente non gioca quanto desidererebbe. I suoi numeri dell'ultima stagione recitano 1.309 minuti in campionato spalmati su 30 presenze, di cui 14 da titolare, con 6 gol. Gol che salgono a 12 mettendoci dentro anche le varie coppe (2 in Champions), per un minutaggio totale di 1.704': ovvero una rete ogni 142 minuti, una media tutt'altro che malvagia dal momento che parliamo di un giocatore senza continuità di impiego da titolare.

buttadentro

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Il Psg si era innamorato di Gonçalo dopo averlo visto all'opera col Benfica ovviamente: 41 gol in 106 presenze, bottino più che sufficiente per far mettere mano al portafogli all'emiro Al Thani. Costo dell'operazione: 65 milioni più 15 di bonus. Oggi il portoghese costa decisamente meno, diciamo che siamo sulla quarantina, cifra che d'altra parte è il minimo della pena se si vuole portare a casa un attaccante con cui aprire un ciclo. L'età c'è tutta (sabato ne compie 25), le qualità ovviamente pure. Anche perché, impiego limitato a parte, non si può dire che a Parigi non abbia funzionato. Diciamo che è un giocatore adatto all’idea di continuo turnover di Luis Enrique, o rappresenta una variante tattica quando non funziona il tridente di falsi 9. Ramos è il classico attaccante centrale che fa da pivot in mezzo all’area, ma può anche fare da "buttadentro" per i vari colleghi più mobili, aiutando quindi ad aprire le difese. Questo ruolo però ha finito per relegarlo ad alternativa. Magari nei finali di partite ostiche e chiuse. In pratica è un apriscatole, molto efficace nei finali di partita, quando le difese avversarie sono stremate dai movimenti del tridente titolare. A metà della scorsa stagione era fra i giocatori subentrati più efficaci in Europa per rapporto tra gol e minuti in campo.

exploit

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Se sbarcherà davvero a Milanello, dovrà riprendersi quel ruolo da protagonista vissuto al Benfica e, per un certo periodo, anche col Portogallo: la tripletta alla Svizzera del dicembre 2022 al Mondiale in Qatar aveva persino oscurato la stella di CR7. Era la sua quarta partita in nazionale, la prima da titolare, aveva solo 21 anni e quell'exploit fece stropicciare gli occhi a tutti. Il problema è che poi il Portogallo uscì ai quarti col Marocco. Ramos però aveva portato una ventata d'aria freschissima, con un'interpretazione moderna del ruolo: un centravanti d'area ma anche di movimento che anticipa, lotta, corre, incrocia. Bernardo Silva all'epoca disse di lui: "Gonzalo lavora tantissimo ed è un bravo ragazzo, è bello quando hai compagni come lui che pensano alla squadra". Esattamente ciò che chiede Amorim, quello di cui ha bisogno. Per lui la punta centrale deve essere brava a garantire gli inserimenti, dare profondità e, ovviamente, offrire piedi buoni. Casella con la spunta verde questa, considerando che da ragazzino Ramos agiva sulla trequarti e quindi sa come muoversi. Da non sottovalutare nemmeno l'abilità sulle palle aeree, fattore che lo rende un attaccante completo: tecnica, inserimenti, testa, senso del gol. E tipo tranquillo: nello spogliatoio del Psg è un elemento molto apprezzato.

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