Golf, Masters: riparte la sfida McIlroy-Scheffler

3 ore fa 2

Senza Tiger, il primo Major della stagione ha tanti protagonisti. A cominciare da Rory, campione in carica, e da Scottie che è appena diventato papà per la seconda volta. E vuole fare un regalo al piccolo Remy...

8 aprile - 19:38 - MILANO

Rieccoci, finalmente. È primavera e ricominciano i Major, l’Augusta National apre i suoi solitamente inaccessibili cancelli per accomodare i patrons – guai a chiamarli spettatori o tifosi – che scarpineranno su e giù per le dolci colline della Georgia e si godranno il più incredibile, emozionante, straordinario spettacolo che il golf può offrire: il Masters. Tanto per aggiungere un peso specifico ulteriore alla storia e alla leggenda di questo torneo nato nel 1934 siamo arrivati alla novantesima edizione. Una cifra tonda che racconta quanto è cambiato e quanto è ancora tutto identico a sé stesso in questo angolo di paradiso golfistico. Come una volta ha detto Arnold Palmer: "Cambia il campo, tutto si evolve in maniera costante e silenziosa, ma l’effetto complessivo è quello di una nobile stabilità che fa sì che venire qui sia sempre un po’ come tornare a casa". Non si dovrebbe fare, ma per raccontare al meglio il Masters 2026 è obbligatorio cominciare da un’assenza: non ci sarà Tiger Woods. Ha giocato 26 edizioni, passato il taglio 24 volte consecutive, mancandolo solo la prima volta, nel 1995 da dilettante e l’ultima, nel 2024, ormai zoppo e piegato da operazioni e vicissitudini varie. Dodici mesi fa non c’era, quest’anno qualcuno ci sperava, ma appena una settimana fa è stato coinvolto nell’ennesimo incidente d’auto, accusato di guida sotto l’effetto di sostanze e quindi arrestato perché si era rifiutato di sottoporsi all’esame delle urine. Rilasciato dopo 8 ore dovrà affrontare un processo, intanto sono state diffuse le immagini delle body-cam indossate dai poliziotti. Poche cose possono distruggere un mito assoluto come vederlo toccarsi il naso con la mano destra per dimostrare di poterlo fare, poi con la sinistra per confermare che sa perfettamente che cosa ha in mezzo alla faccia, poi vederlo con le manette salire in macchina e coprirsi la testa con un asciugamano e assomigliare improvvisamente a ET. Inevitabile che al Masters tutti parlino di Woods rinchiuso da qualche parte a seguire una terapia di disintossicazione dai farmaci.

la finta crisi di scheffler

—  

 Non ci sarà Tiger, ma ci saranno Scottie Scheffler e Rory McIlroy e tutti i primi 50 della classifica mondiale. In totale 91 giocatori percorreranno Magnolia Lane per prendere il via al Masters, tra cui 18 ex campioni, 22 esordienti e sei dilettanti. Il numero 1 del mondo, Scottie Scheffler, è alla sesta partecipazione, ne ha vinti due (2022 e 2024, gli anni pari gli portano bene) e non è mai andato oltre il 18° posto. Nel 2026 ha vinto una gara a gennaio, poi due Top Ten, un dodicesimo posto e due piazzamenti (22° e 24°). Qualcuno ha parlato di crisi, ma averne di crisi di questo tipo: per Scheffler si usa un metro diverso nei giudizi, per un giocatore “normale” si discuterebbe del suo straordinario periodo di forma. È appena diventato papà per la seconda volta e il neonato, che è stato chiamato Remy, è già stato portato ad Augusta, insieme a mamma Meredith e al fratellino Bennett, due anni, ed è Remy è probabilmente il più giovane di sempre ad essere entrato nel circolo più esclusivo del mondo. Domenica, ad appena nove giorni dalla nascita, è stato con la mamma in clubhouse mentre il papà giocava con il suo manager Blake Smith perché la domenica prima del Masters è l’unico giorno dell’anno in cui chi ha vinto il torneo può fare un giro del National con un suo ospite. McIlroy ha scelto suo papà Gerry. Rory è il campione in carica e sta facendo il giro di tv, eventi, conferenze stampa per mostrare a tutti la Giacca verde conquistata nel 2025 che lo ha iscritto nel ristrettissimo club, solo sei persone, di chi ha vinto tutti e 4 i Major. McIlroy cerca anche la doppietta consecutiva, a riuscirci sono stati in tre in novant’anni: Jack Nicklaus (1965, 1966), Nick Faldo (1989, 1990) e Tiger Woods (2001, 2002). A Rory non dispiacerebbe diventare il quarto… 

niente italiani

—  

Non ci saranno italiani (ultimo Chicco Molinari nel 2023) a meno che si voglia considerare italiano Marco Penge, nato in Inghilterra da un papà che aveva lasciato l’Italia per lavorare. Ci saranno invece tutti e 12 gli europei che lo scorso settembre hanno trionfato a Bethpage, vicino a New York, in Ryder Cup contro gli Stati Uniti e sarebbe bellissimo se quest’anno la Giacca Verde finisse sulle spalle di Justin Rose o Tommy Fleetwood o Matt Fitzpatrick o Ludvig Aberg, tanto per fare qualche nome. Fra gli americani battuti in Ryder l’orgoglio a stelle e strisce punta su Bryson DeChambeau che ha sfiorato l’impresa al Masters 2025: gioca sulla LIV, la lega finanziata dagli arabi, che ha perso pezzi preziosi come Patrick Reed e Brooks Koepka, altri due che conoscono bene l’Augusta National – Reed ci ha anche già vinto – e sperano nel colpaccio. Fra i big della LIV non ci sarà invece Phil Mickelson che si è ritirato per problemi familiari. Lui e Tiger sono stati i grandi rivali per vent’anni di golf e l’ultima l’ultima volta che il Masters si è giocato senza almeno uno di loro è stato quello del 1994, Bernhard Langer era il campione in carica, Greg Norman era il numero 1 al mondo, Rory aveva 4 anni e Scheffler non era nemmeno nato. Vinse Josè Maria Olazabal che quest’anno sarà presente con altri 17 past champions. Si discute tanto se sia giusto che “vecchietti” come Olazabal (60 anni) o Vijay Singh (63) o Fred Couples (66) siano in campo al posto di altri più meritevoli solo per quello che hanno fatto venti o trenta o quarant’anni fa. Però anche questa è la magia del Masters, cioè poter applaudire vecchie leggende, campioni di oggi e giovani speranze di domani, tutti insieme a difendere e perpetuare la tradizione e la magia di questo torneo. Che inizierà giovedì mattina all’alba con Jack Nicklaus, Gary Player e Tom Watson – gli honorary starter – insieme sul tee di partenza a dare il via alla novantesima edizione del Masters, una tradizione come nessun’altra, come amano dire qui ad Augusta.    

La Gazzetta dello Sport

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi l’intero articolo