Giorgetti, non credo oggi l'indicazione del presidente Consob in Cdm

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"Oggi non credo proprio". Così il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a margine della presentazione di un libro sui discorsi di Roberto Maroni alla Camera ha risposto a chi gli chiedeva se il Consiglio dei ministri di oggi potesse indicare il nome del nuovo presidente della Consob. 

Il Consiglio dei ministri è convocato oggi alle ore 16.30 a Palazzo Chigi. All'ordine del giorno, come si legge in una nota, c'è lo schema di decreto legge con "ulteriori disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e in materia di politiche di coesione (Presidenza - Affari europei, Pnrr e politiche di Coesione).

All'odg anche: - schema di disegno di legge: delega al governo per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica in materia di accesso al farmaco, monitoraggio e controllo della spesa farmaceutica, prestazione di servizi sanitari sul territorio da parte delle farmacie, rafforzamento della rete assistenziale farmaceutica - esame definitivo (Salute - Riforme istituzionali e semplificazione normativa);

- schema di decreto legislativo: adeguamento del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, alle disposizioni dei regolamenti (Ue) 2023/2631, (Ue) 2023/2845, (Ue) 2024/791, (Ue) 2024/2987, e recepimento delle direttive (Ue) 2023/2864 e (Ue) 2024/790, nonché disposizioni integrative e correttive della disciplina prevista dal decreto legislativo 4 settembre 2024, n. 128, per l'attuazione della direttiva (ue) 2021/2101 - esame definitivo (Affari europei, Pnrr e politiche di Coesione - Economia e finanze);

- schema di decreto legislativo: recepimento della direttiva (Ue) 2024/2811 del parlamento europeo e del consiglio, del 23 ottobre 2024, e adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni dell'articolo 1 del regolamento (Ue) 2024/2809, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, per rendere i mercati pubblici dei capitali nell'unione più attraenti per le società e facilitare l'accesso delle piccole e medie imprese ai capitali - esame preliminare (Affari europei, Pnrr e politiche di Coesione - Economia e finanze);

- schema di decreto legislativo: attuazione della direttiva (Ue) 2024/782 della commissione del 4 marzo 2024, che modifica la direttiva 2005/36/ce, del parlamento europeo e del consiglio per quanto riguarda i requisiti minimi di formazione per le professioni di infermiere responsabile dell'assistenza generale, dentista e farmacista - esame definitivo (Affari europei, Pnrr e politiche di Coesione - Salute);

- schema di decreto del Presidente della Repubblica: modifica del regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31 - esame definitivo (Cultura - Turismo); - leggi regionali;

- varie ed eventuali. 

Dl Pnrr, 13 semplificazioni, dalla carta d'identità perpetua all'Isee

Dalla carte d'identità con validità illimitata per gli over 70 alla tessera elettorale digitale, fino all'Isee che sarò acquisito automaticamente dalle pubbliche amministrazioni, senza necessità di inviarlo per il cittadino.

Sono alcune delle nuove misure introdotte dal decreto Pnrr, all'esame del consiglio dei ministri, che contiene alcuni articoli (circa 13) presentati dal ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, che si prefiggono l'obiettivo di semplificare alcuni procedimenti a favore di cittadini e imprese. Complessivamente, nell'ambito del Pnrr, sono state semplificate circa 400 procedure amministrative, raggiungendo gli obiettivi previsti. 

Le misure per le imprese eliminano l'obbligo per imprese di conservare per 10 anni le ricevute cartacee emesse dai terminali Pos per i pagamenti con bancomat, carte di credito o prepagate. Alleggeriscono inoltre la burocrazia per installare mezzi pubblicitari su strada (basterà presentare una segnalazione certificata di inizio attività Scia al comune).

Semplificano l'esame di idoneità professionale per gli autotrasportatori che potrà essere sostenuto in qualsiasi provincia della Regione di residenza e non solo in quella dove vivono. E sopprimono adempimenti in materia di industria insalubre per le imprese soggette già ad altre autorizzazioni ambientali.

Con riferimento al rapporto tra Pubblica amministrazione e utenti viene rafforzata la conferenza dei servizi semplificata accelerando i tempi decisionali nei procedimenti amministrativi. Si dà finalmente certezza al decorso del silenzio assenso che viene attestato automaticamente per via telematica.

E vengono valorizzate le competenze acquisite dal contingente dei "1000 esperti" selezionati per supportare, a livello regionale, la semplificazione delle procedure. Sono poi previste ulteriori disposizioni di semplificazione in materia di disabilità con l'estensione territoriale dei progetti sperimentali per il riconoscimento della disabilità. E realizzato un maggiore controllo sulle identità digitali per evitare truffe in particolare con l'interoperabilità delle banche dati.

Dl Pnrr, polemiche sulla norma salva-imprenditori

Non c'è due senza tre. E così, dopo il blitz della scorsa estate nel decreto Ilva e il tentativo andato a vuoto in manovra, il governo ci riprova con lo scudo per i datori che non pagano adeguatamente i propri lavoratori. La norma spunta nell'ultima bozza del decreto Pnrr atteso in consiglio dei ministri.

Immediata la levata di scudi delle opposizioni e dei sindacati, che fanno nuovamente muro e ne chiedono lo stralcio. La norma, che compare all'articolo 18 della bozza, stabilisce che anche nel caso in cui il giudice accerti "la non conformità all'articolo 36 della Costituzione" (sul diritto ad una retribuzione proporzionata), il datore di lavoro possa non essere condannato al pagamento di differenze retributive o contributive, "se ha applicato lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo".

Una sorta di scudo che salva le imprese dal pagamento degli arretrati a seguito del ricorso di un dipendente. La maggioranza aveva già provato due volte ad introdurre la norma. Prima a luglio, con l'emendamento Pogliese (FdI) al decreto Ilva, poi ritirato dal partito della premier sulla scia delle critiche di opposizione e sindacati.

Una seconda volta in manovra, con l'inserimento in extremis della misura, poi stralciata dal maxiemendamento per l'Aula. Se la bozza "dovesse corrispondere alla versione finale, saremmo davanti a un nuovo, gravissimo tentativo di aggressione dei diritti dei lavoratori sfruttati da parte di Giorgia Meloni e dei suoi", va all'attacco il M5s che chiede: "di quale lobby l'esecutivo si sta facendo portabandiera e con quale tornaconto?".

"La destra è contro i lavoratori", incalza Avs, che parla di "colpo di spugna sulle violazioni dei datori di lavoro e una compressione del diritto dei lavoratori". Sale sulle barricate anche la Cgil che di fronte all' "ossessione" della maggioranza e del governo "per ridurre i diritti dei lavoratori", promette battaglia: "Basta prese in giro. L'unica soluzione è lo stralcio definitivo della norma".

Anche la Uil ne chiede il "ritiro immediato", denunciando il tentativo di indebolire la Costituzione. Dalla nuova bozza del decreto Pnrr salta invece la costituzione della società pubblica Asset Ferroviari Italiani (Afi) che avrebbe dovuto garantire la concorrenza nell'ambito delle gare per l'affidamento dei treni intercity e regionali.

Sale intanto la tensione, anche dentro il centrodestra, su alcune delle modifiche con cui la maggioranza punta a modificare il decreto milleproroghe. L'associazione magistrati della Corte dei Conti esprime "preoccupazione" sullo 'scudo erariale', che Lega, FI e Noi Moderati-Maie propongono di prorogare al 31 dicembre 2026.

Mentre il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, senatore di FdI, è critico ("sarebbe controproducente") sulla proposta di Forza Italia di rinviare di sei mesi, al primo luglio, l'entrata in vigore della tassa sui piccoli pacchi extra Ue. E mentre la maggioranza prova a rinviare le gare per i balneari (sine die) e gli ambulanti (al 2032), il governo deposita l'emendamento che proroga il trattenimento in servizio, su base volontaria, dei medici ospedalieri fino ai 72 anni, ad esclusione dei professori universitari.

Si attende infine la sorte degli emendamenti della maggioranza per riaprire il condono del 2003: stoppati dalla tagliola delle inammissibilità, le commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera decideranno sui ricorsi.

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