Gilgeous-Alexander alla prova del 9. Il "tuffatore seriale" si gioca tutto in gara-7 con gli Spurs

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Nella partita che stanotte (ore 2) deciderà chi sfiderà i Knicks in finale, il play dei Thunder deve riscattare una serie pessima per mettere a tacere i critici

Riccardo Pratesi

Collaboratore

30 maggio - 17:33 - MILANO

"Sarà la partita più importante della mia carriera". Shai Gilgeous-Alexander, la 27enne guardia di Oklahoma City, l’mvp, non ha usato giri di parole per raccontare l’importanza di gara-7 della finale di conference dell’Ovest tra i suoi Thunder e i San Antonio Spurs. Il canadese è andato dritto al punto. Perché si gioca la stagione, anzitutto. Ma anche perché per certi versi si gioca pure la legittimazione dello status di super stella Nba tra giocatori e addetti ai lavori.

serie pessima

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I numeri di Shai nella serie contro i texani sono deludenti. Clamorosi, persino, se analizzati oltre la punta dell’iceberg che salva le apparenze. I Thunder sono 3-3 pur col loro miglior giocatore, premiato come il n.1 di tutta la Nba nelle ultime due stagioni, che tira col 37.9% dal campo e col 26.1% da 3. C’è di più, di peggio. Il suo plus/minus nella serie, il punteggio di squadra con lui sul parquet, è -28, mentre i Thunder hanno un saldo positivo quando siede in panchina. Le riserve di Oklahoma City hanno fatto la differenza, soprattutto Alex Caruso. Gilgeous-Alexander ha pure avuto un rendimento inadeguato in difesa contro gli Spurs. Il suo rating difensivo è 115.4, pessimo per la squadra che vantava la miglior difesa della stagione regolare 2025-26. Il suo net rating contro San Antonio – il divario tra produzione offensiva e difensiva – è negativo. Shai ci ha capito poco sinora di questi avversari, che del resto in stagione regolare avevano battuto i Thunder quattro volte su cinque. In attacco è stato soffocato da Stephon Castle che ha centimetri e atletismo per limitarlo, e dai raddoppi di marcatura sistematici. In difesa ha faticato a contenere gli esterni avversari. Tutti, da Castle a Dylan Harper, da De’Aaron Fox a Darius Vassell, con statura e fisicità rimarchevoli e punti nelle mani.

 Shai Gilgeous-Alexander #2 of the Oklahoma City Thunder looks on during the third quarter against the San Antonio Spurs in Game Six of the NBA Western Conference Finals at Frost Bank Center on May 28, 2026 in San Antonio, Texas. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement.   Christian Petersen/Getty Images/AFP (Photo by Christian Petersen / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

tuffi e meme

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Gilgeous-Alexander ai playoff 2026 ha salvato le apparenze grazie ai tiri liberi. Ha segnato più dalla lunetta, 123 liberi, che dal campo, 120 canestri. 123/137 dalla lunetta, 120/264 dal campo. Contro gli Spurs la forbice s’è ampliata: 52 tiri liberi a segno a fronte di 44 canestri dal campo. Shai campeggia in lunetta, il suo salvagente. Micidiale ai tiri liberi: 96.3%. E gli avversari si lamentano, le polemiche divampano. Al Frost Bank Center di San Antonio appena tocca palla si alza il canto "tuffatore", l’etichetta di "mercante di tiri liberi" che gli è stata appiccicata dai tifosi avversari ne sminuisce, nell’immaginario collettivo, i traguardi personali e le ovvie doti offensive. Contro gli Spurs segna comunque 24.3 punti e smazza 8.8 assist di media. Ma i contatti difensivi ingigantiti, finisce per terra quasi un tiro ogni cinque, i tuffi spudorati - i meme spopolano su internet, le video compilation sono implacabili - lo inchiodano a un’immagine da presunto simulatore che mal si abbina a quella di faccia della Nba. Un problema di reputazione non da poco. Anche perché non è solo le percezione degli appassionati che gli tifano contro, chi vince diventa antipatico, si sa, ma pure quella di alcuni suoi colleghi. Devin Booker la guardia dei Phoenix Suns, solitamente mai polemico, durante la serie playoff contro i Thunder ha attaccato ferocemente l’arbitraggio in gara-2 della serie di 1° turno. Jaylen Brown, stella dei Boston Celtics, inserito nel secondo miglior quintetto Nba stagionale, ha rimarcato i presunti falli in attacco non fischiati a Shai, il braccio esteso con cui il canadese si aiuta per separarsi dai difensori di serata. Brown ha argomentato che è un movimento che viene fatto da tutti i grandi realizzatori Nba, ma che ad alcuni è perdonato, ad altri, appunto nel suo caso, dice, invece no.

Ma il paradosso grottesco si è raggiunto quando il suo compagno di nazionale Dillon Brooks ha promosso sui social media un gioco da tavolo, Unethical Hoops - che ricorda l’Allegro Chirurgo - in cui è stilizzato Shai e tutti i presunti falli che simula o con cui si aiuta, per Brooks. Un segnale sonoro si attiva ogni volta che viene toccato, riproducendo il fischio di un arbitro a suo favore. Può sembrare una cosa da ridere, ma Gilgeous-Alexander non l’ha pensata così. Underdog Sports aveva indotto un concorso per vincere 100 copie del gioco, gli avvocati di Shai hanno risposto con una lettera di cessazione e desistenza, hanno chiesto di ritirare dal commercio il gioco a tutela dei diritti di immagine e in assoluto dell’immagine del giocatore.

epa12996498 Oklahoma City Thunder's Shai Gilgeous-Alexander (C-L) shoots against San Antonio Spurs' Luke Kornet (C) during Game 5 of the NBA West Conference Finals between Oklahoma City Thunder and San Antonio Spurs in Oklahoma City, USA, 26 May 2026.  EPA/MANUELA SOLDI  SHUTTERSTOCK OUT

precedenti

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Shai s’è trovato spalle al muro due volte ai playoff 2025. A fronteggiare una gara-7, in Oklahoma. Al secondo turno contro Denver e in finale contro Indiana. Ha vinto entrambe le sfide, segnato 35 punti ai Nuggets e 29 ai Pacers per poi essere proclamato mvp delle Finals. Ma allora Denver aveva Aaron Gordon e Russ Westbrook acciaccati e Indiana perse Tyrese Haliburton, ora gli Spurs sono sani e frizzanti e ad essere incerottati sono semmai i Thunder privi degli infortunati Jalen Williams e Ayaj Mitchell. Insomma, è più difficile. Shai deve pure sobbarcarsi il peso del confronto con Victor Wembanyama, il gigante francese che sta facendo, lui sì, meraviglie. L’mvp contro il miglior difensore stagionale, paragone inevitabile. Funziona così da sempre in Nba. Shai sa che deve rimboccarsi le maniche, fare meglio. Sa che gara-7 (dalle 2 di stanotte ora italiana) vale tutto. Chi vince avanza alle Finals, contro i New York Knicks, chi perde dovrà rispondere a domande scomode. Shai sa che conta l’ultima impressione. Chi ha l’ultima parola, non chi ha giocato meglio per ottenerla. La storia la raccontano i vincitori. Se i Thunder vinceranno, le polemiche saranno alle spalle. Le accuse di preferito degli arbitri, simulatore, sopravvalutato. Tutto spazzato via. A meno che non succeda grazie ai tiri liberi. Nel caso i tifosi Knicks l’aspetterebbero al varco, in lunetta, al Madison Square Garden. Non è facile essere Gilgeous-Alexander.

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