Germania, la mamma accanto, le famiglie coi genitori e la scusa degli scarafaggi: storia del fallimento di Nagelsmann

1 ora fa 4

Sul c.t. dimissionario è piovuta una raffica di critiche per la gestione non solo tecnica della nazionale tedesca eliminata dal Paraguay ai sedicesimi

Jürgen Klopp da un paio di giorni ha già dato la disponibilità ad accettare la panchina della Germania: “Sono pronto” ha detto, ora attende il via libera dalla Red Bull con cui è sotto contratto fino al 2029. Nell’attesa si fanno i conti con il passato e, come in tutte le spedizioni finite male della Germania, escono i particolari di una convivenza tra squadra e allenatore non proprio ottimale. 

FREDDEZZA

—  

Julian Nagelsmann ha rassegnato le dimissioni venerdì mattina, ricevendo in cambio sette milioni, ovvero la metà di quanto gli spettava fino al 2028. Nel mese negli Usa non è stato capace di costruire un clima armonioso durante un periodo così lungo. Alcune decisioni tecniche sono state comunicate via whatsapp o scoperte dai giocatori durante le conferenze stampa. Il Bundestrainer raramente ha usato colloqui personali. La sede del ritiro è stata molto criticata e non digerita dai giocatori. Winston Salem, in Nord Carolina, è distante dalle grandi città e non permetteva lo svago necessario nel tempo libero. Mentre Nagelsmann è arrivato anche all’allenamento in bici con la moglie, i giocatori si perdevano nella noia e un video della federazione nel quale Nick Woltemade e Kai Havertz rivelavano di giocare a nascondino per far passare il tempo, da “simpatica iniziativa” è diventato un autogol dopo l’uscita ai sedicesimi con il Paraguay. 

VELENO

—  

Gli ex si sono scatenati. Mats Hummels è stato fra i primi a chiedere il licenziamento di Nagelsmann perché non aveva in mano la squadra. L’ex romanista si è tolto anche qualche sassolino, poiché nel 2024 era stato escluso dall’Europeo di casa dal ct, che non lo aveva convocato: “Le cose non sono state gestite in maniera corretta nei miei confronti, dovremmo chiarire la questione in privato”. Lothar Matthäus ha scritto sulla Bild: “Tutto il progetto di Nagelsmann è miseramente fallito, in campo e fuori: un caos”. Nagelsmann, considerata un sapientone, carriera da calciatore mai decollata a causa di un infortunio, non è mai stato troppo amato dai santoni del calcio tedesco. Ma stavolta ci ha messo troppo del suo sul piano tecnico e comportamentale. 

PROBLEMI

—  

Anche la gestione delle famiglie, vicine alla squadra dal primo giorno, ha fatto nascere qualche discussione per problemi organizzativi, alcuni parenti volavano con la squadra, altri con voli di linea. La mamma di Nagelsmann sempre accanto al tecnico come la moglie Lena, ex giornalista sportiva, ha suscitato ironie, in un paese dove a 18 anni i figli non vivono più con i genitori. Bob Hanning, tedesco, ct della nazionale italiana di pallamano (sport seguitissimo in Germania) e dg del Fuchse Berlino, ha scritto sulla Bild: “Con gli azzurri, tra Family Days e piena concentrazione sul compito sportivo abbiamo scelto il secondo e ci siamo qualificati per il Mondiale”. Quando però è uscita la notizia che il campo base era invaso dagli scarafaggi e più volte è intervenuta una ditta di disinfestazione, anche la stampa più critica si è trovata d’accordo nel ritenere che troppe scuse siano state mostrate come fragili alibi: sono mancate qualità, senso del gruppo e umiltà, non è colpa degli scarafaggi se la Germania per la terza volta consecutiva non è approdata agli ottavi.

Leggi l’intero articolo