Per Ola Källenius, ceo Mercedes e presidente dell'Associazione europea dei costruttori, l'industria tedesca e quella continentale sono al bivio: "Saranno necessari dei sacrifici, bisogna tornare competitivi, perfino in Ungheria fabbricare auto costa il 70% in meno"
Gianluigi Giannetti
28 luglio - 17:30 - MILANO
Un bilancio sul 2026 della sua azienda, ma anche sull’andamento dell’intera industria dell'auto in Germania, con lo sguardo puntato ai successi dei marchi cinesi in Europa. "Dobbiamo diventare migliori di quanto siamo stati finora", esordisce così Ola Källenius come amministratore delegato di Mercedes chiamato a commentare i risultati finanziari non del tutto brillanti della sua azienda nel secondo trimestre dell’anno, ma la stessa affermazione può essere letta guardando al suo ruolo di presidente della Associazione europea dei costruttori automobilistici (Acea). Se l’auto tedesca rallenta è un fatto oggettivamente rilevante per tutto il Continente. Il gruppo Volkswagen ha recentemente valutato un taglio di fino 100.000 tagli di posti di lavoro, Bmw ha dichiarato il mese scorso che si preparerà a misure di riduzione dei costi a causa delle vendite insoddisfacenti in Cina, che a loro volta hanno portato ad una revisione al ribasso delle previsioni di profitto per il 2026. Da ultima, proprio il gruppo Mercedes di Källenius ha chiuso il secondo trimestre 2026 con ricavi in calo, 32,1 miliardi contro i 33,2 miliardi di euro registrati nello stesso periodo del 2025. Come gruppo, l'utile operativo del secondo trimestre di 1,55 miliardi di euro è in aumento del 22%, ma le performance complessive sono state sostenute dall’attività nei veicoli commerciali e nei servizi finanziari. L’utile operativo rettificato della Ola Källenius è infatti diminuito del 26%, a 909 milioni di euro, a causa di una concorrenza più intensa in Cina che ha compresso i margini di profitto.
la cura tedesca
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Per la Germania evidentemente resta Pechino il termine di paragone della crisi e dell'inevitabile cura. Källenius, come amministratore delegato del gruppo Mercedes e soprattutto come presidente della Associazione europea dei costruttori, ribadisce con la stampa tedesca le mosse di una strategia che considera di generale urgenza. "Siamo fermamente convinti che la Germania abbia bisogno di un'offensiva di produttività di fronte alla concorrenza internazionale, non ultima quella cinese". Riguardo alle recenti proposte avanzate da Mercedes ai propri dipendenti, chiamati ad aumentare le ore di lavoro a parità di stipendio, il commento di Källenius è diretto. "Saranno necessari dei sacrifici". Sottolineando cioè il divario di costo medio del 70% tra le attività che Mercedes svolge in Germania e quelle in Ungheria, l’indicazione che fornisce è chiara: "Non sarebbe realistico trasformare la Germania nell'Europa orientale, figuriamoci nella Cina, ma dobbiamo aumentare la nostra competitività rispetto alla situazione attuale".









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