Il centravanti dell’Arsenal: "Ancelotti non mi ha chiamato? Giusto, ho giocato poco. Il miglior brasiliano di sempre è Ronaldo: con gli infortuni che ha avuto..."
29 giugno - 12:51 - MIAMI (STATI UNITI)
Gabriel Jesus nel 2014 dipingeva le vie del suo quartiere per il Mondiale di casa e nel 2018 era il numero 9 del Brasile. Sembrava un predestinato: l’attaccante più forte della sua generazione in Sudamerica e forse nel mondo. Gli infortuni hanno deviato il fiume della sua vita e riscritto la geografia del suo corpo. Metatarso del piede destro rotto nel 2017, ginocchio destro operato a dicembre 2022, intervento minore allo stesso ginocchio nel 2023, rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro a gennaio 2025. Quando il corpo va a pezzi, è la mente che devi tenere insieme e Gabriel sembra esserci riuscito. Non se la prende col destino, ha la calma di chi ora si sente a posto. A metà di un Mondiale che per il Brasile può ancora essere tutto e il suo contrario, racconta il suo punto di vista su Pelé, Romario, Ronaldo, Neymar, Rayan, la linea ereditaria dei grandi del Brasile a cui in un tempo lontano apparteneva.
Gabriel, partiamo dalla domanda più difficile: Ancelotti ha convocato Igor Thiago, Endrick e Cunha, non Gabriel Jesus. È stata un’ingiustizia?
“No, credo di non essere nemmeno stato così vicino a entrare nei 26. Ci sono stati altri giocatori chiamati molte volte nell’ultimo anno e poi tagliati. Se mi chiedete 'dovevi essere in lista?', rispondo di no”.
L’ultima volta che Ancelotti ha chiamato?
“Ci siamo parlati a gennaio, quando stavo segnando. Purtroppo nel finale di stagione non ho avuto minuti e, se devo essere sincero, è questo il motivo per cui non meritavo di essere al Mondiale. Sono un tipo umile, capisco le situazioni”.
Appunto, chi è Gabriel Jesus?
“Un ragazzo felice, uno che scherza con tutti, anche con Calafiori che gioca con me all’Arsenal e ama il Brasile come io amo l’Italia. Ora è in Brasile, mi manda foto e musica brasiliana”.
Felice anche con tutti quegli infortuni?
“Non importa quello che è successo in passato, sono grato a Dio per quello che ho fatto nella vita: mi ha dato talento e opportunità. Nei momenti difficili ho avuto dubbi, mi chiedevo se sarei tornato. Leggevo già la Bibbia ma a quel tempo ho realizzato che senza Gesù non esistiamo. Ti rendi conto che ogni giorno accade quello che c’è scritto nella Bibbia e che da solo non ce la puoi fare. A volte pensiamo di essere supereroi ma è esattamente l’opposto: quando ti rendi conto che nessuno è perfetto, capisci che serve qualcuno che ti aiuti”.
Che momento è questo nella vita di Gabriel Jesus?
“Il momento migliore. Ho una bella famiglia e ne sono grato, tutti dicono che mi faccio male spesso ma ora sto benissimo. Voglio giocare, so che se avessi più minuti potrei fare cose migliori”.
Magari nel campionato italiano? Si è parlato tanto di Milan e Juventus...
“Sono cresciuto guardando la Serie A e sognavo di giocare in Italia. Segnare due gol a San Siro contro l’Inter è stato come realizzare quel sogno. Non conosco il mio futuro, ora lavoro e vediamo che cosa succede con l’Arsenal”.
E per il Brasile che cosa è meglio, giocare con o senza Neymar?
“Ney deve prendere un po’ di ritmo. Abbiamo un sacco di giocatori fantastici ma Neymar è Neymar, se sta bene deve giocare”.
Quale sarebbe l’attacco migliore possibile?
“Penso che Ancelotti andrà con Vinicius, Rayan e Cunha, ma quando conta ci sarà Neymar”.
Dura per Ancelotti gestire tutti...
“Tutti devono rispettarlo, è il più vincente. La cosa che mi ha impressionato di più sono le parole di chi ha lavorato con lui: è aperto, rende la squadra una famiglia”.
Tra i giovani talenti del Brasile, chi ce la farà a diventare forte?
“Io credo molto in Estevão: ha qualità fantastiche. Poi Rayan e Endrick. Punto su questi tre”.
Allora, adesso che è cominciata l’eliminazione diretta, facciamo il tabellone per scegliere il più grande brasiliano di sempre. Primi due quarti: Rivaldo o Romario? Ronaldinho o Neymar?
“Scelgo Romario, anche se l’ho visto poco. Sul secondo è dura: amo Dinho ma prendo Neymar”.
Altri due quarti di finale: Pelé o Zico? Ronaldo o Garrincha?
“Pelé e Ronaldo”.
Semifinali: Romario contro Neymar, Pelé contro Ronaldo.
“Qui è durissima. Vado con Neymar e poi... Pelé è il re ma io scelgo Ronaldo, che è il mio mito”.
In finale quindi...
“Vince Ronaldo. Dopo l’infortunio ho realizzato quanto sia stata dura per lui tornare. Ronie è uno diverso, per me viene da un altro pianeta”.










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