Frattesi saluta l'Inter: "Forse non era destino stare insieme. Dopo la finale col Psg qualcosa è cambiato"

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Il centrocampista romano ha salutato tifosi nerazzurri e club con un post su Instagram: "Giusto che rimanga solo chi può dare il 101%. Vi ho voluto bene come fratelli e sorelle, sarò sempre il vostro primo tifoso"

Si nota il lato romantico e quello sanguigno, si riconosce il guascone profondamente onesto, ma pure un po’ polemico. Davide Frattesi ha salutato pubblicamente l’Inter, dopo aver abbracciato uno a uno tutti i compagni alla Pinetina già giovedì: lo ha fatto via social nella stessa maniera in cui ha vissuto il nerazzurro in campo, con appartenenza totale, ma dentro a un sentimento non ricambiato fino in fondo. Una volta diventato ufficiale il suo prestito con riscatto (senza obbligo) alla Lazio, complicato dalle turbolenze della società biancoceleste, ha potuto parlare ai suoi ex tifosi nerazzurri con un post tutt’altro che scontato e digitato sul telefono di suo pugno, senza nessuna intermediazione. Dopo tre anni sulle montagne russe, tra successi e rimpianti, Frattesi è stato semplicemente se stesso: “È vero... Forse non eravamo destinati a stare insieme, forse eravamo incompatibili…”, ha ammesso subito. Poi, però, ecco l’orgoglio per ciò che è stato: “Abbiamo avuto alti e bassi, ma quei momenti lì abbiamo spaccato il cielo a metà. È stato l’onore più grande della mia vita giocare per voi, poi quando vedevo San Siro che spingeva... Mi sentivo imbattibile”. Quelle notti che facevano tremare il cielo, il popolo nerazzurro le ricorda bene: il nuovo laziale ha segnato gol nell’ascesa verso la seconda stella, a partire dall’incursione in extremis contro il Verona: quella volta si arrampicò sul cancello giallo accanto alla Curva Nord per esultare con la vena al collo. Il resto per gli almanacchi lo ha fatto in Europa: Frattesi ha deciso con il solito impeto un quarto di finale in casa del Bayern e ha segnato il 4-3 nella semifinale mitologica contro il Barcellona al Meazza, quanti altri giocatori possono aggiungere in curriculum reti a queste altezze? Se la sua Inter due anni fa era arrivata alla finale di Champions, molto era dovuto alla tempra d’acciaio di Davidino, che si aspettava sopra ogni cosa di vedere il campo a Monaco di Baviera. Anche per questo, aveva sbalordito la decisione crudele di Simone Inzaghi di non dargli neanche mezzo minuto nell’incubo contro il Psg. 

il rimpianto

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Proprio quel 5-0 visto dalla panchina è stato il momento della rottura emotiva, la ferita non è stata sanata neanche dal cambio in panchina, anche perché lo stesso Christian Chivu ha finito per dargli perfino meno spazio. Lo ha aggiunto lo stesso centrocampista: “Purtroppo dopo quella maledetta finale qualcosa in me è cambiato ed è giusto che rimanga all’Inter solo chi può dare il 101%”. Insomma, Frattesi ha riconosciuto pure di aver spento la carica da un po’ e di non riuscire più a dare ciò che serviva nell’ultima stagione. Proprio ai tifosi ha dedicato la parte più intensa del messaggio: "Vi ho voluto bene come fratelli e sorelle, sarò sempre il vostro primo tifoso". Firma semplicemente “Davide”, accompagnando il saluto con i cuori nerazzurri. E il tutto senza rinunciare all’ironia della casa, dote che lo riporta a Fidene, provincia di Roma mai scordata: "P.S. Il cancello giallo è il mio eh…", si legge in coda al post. Ha ragione Frattesi, lui e l’Inter non erano evidentemente destinati a nozze durature, ma insieme si sono divertiti comunque.

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