Il ministro per lo Sport e i Giovani interviene alla Luiss sulle elezioni del nuovo presidente federale: “Ascolterò le componenti, non solo per i nomi ma per i programmi. Gravina? Quando qualcosa non funziona è sempre colpa della politica”
Il ministro per lo Sport e i Giovani è intervenuto stamattina sull’elezione del nuovo presidente Figc, anche alla luce della giornata di ieri che ha visto l’investitura ufficiale di Giovanni Malagò da parte della Serie A e lo slancio in avanti di Giancarlo Abete. "Io sono affascinato dalle cose da fare - ha detto a margine della prima edizione del Luiss Sport Forum a Roma -. Purtroppo per la natura del contesto calcistico, che non sempre crea armonia, molte non sono state fatte. Il 98,7% dei voti ricevuti da Gravina alle ultime elezioni è la dimostrazione che non è la la quantità di consenso che determina le cose, ma la qualità della collaborazione tra le componenti. Mi sono messo in ascolto anche di quello che diranno le altre componenti, non soltanto in termini di designazione delle persone, ma nella definizione dei programmi e nella loro compatibilità: se gli interessi individuali non trovano sintonia in quelli complessivi le cose che devono succedere non succedono". Poi interviene sul mancato Mondiale: “L'esperienza dolorosa dal punto di vista sportivo contro la Bosnia rischia di non avere neanche un senso. La sconfitta deve essere un motore per risolvere i problemi”.
la risposta a gravina
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Gli si ricorda che Abete ha contestato il metodo della Serie A per la scelta di Malagò: "Ho detto la stessa cosa in modo diverso". Quindi torna sull’ipotesi, al momento tramontata, del commissariamento: "Questo percorso, così come quello delle elezioni, è uno strumento per raggiungere gli obiettivi, ovvero una riforma che consenta di recuperare competitività. A me qualsiasi strumento va bene basta che si confermi l'obiettivo". Gli viene chiesto di Gravina, che ha rivendicato il mancato aiuto della politica: "Ho imparato che la politica è sempre un riferimento in certi casi, quando qualcosa non funziona è sempre colpa della politica. Io non me la sono mai presa con nessun altro. Quando si vuole prendere una soluzione per il bene comune bisogna sedersi attorno a un tavolo con tutte le componenti e prendere quelle decisioni che non sono state prese in questi anni, nonostante l'ampio consenso. Peraltro non mi sembra che ci si debba inventare nulla, sul tavolo ci sono tutte le soluzioni possibili, bisogna solo valutarne insieme le compatibilità".










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