Fichi d’India contro diabete e colesterolo: cosa dice la scienza

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Fibre e antiossidanti sotto il mirino degli studiosi

Daniela Cursi Masella

9 maggio - 17:13 - MILANO

I fichi d’India possono contribuire a migliorare il colesterolo totale e la glicemia post-prandiale. Inseriti in un contesto generale di stile di vita, dieta e terapia medica, si rivelano come alleati preziosi. 

effetto su diabete e colesterolo

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I fichi d’India agiscono sul controllo della glicemia dopo i pasti. Uno studio pubblicato su Medicina ha concluso che alcuni preparati, soprattutto da cladodi (le pale del cactus), possono ridurre i livelli di glucosio e migliorare la risposta insulinica nel breve termine. Ma c’è di più. A dirlo è una revisione sistematica pubblicata su Complementary Therapies in Medicine, che collega il consumo dei fichi d’India alla riduzione del colesterolo totale e di alcuni parametri lipidici. Merito delle fibre e dei composti antiossidanti in esso contenuti. 

consumo e accorgimenti

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Il fico d’India può essere inserito come frutto occasionale, o regolare, all’interno di una dieta mediterranea varia. La scienza non indica una dose “terapeutica” ufficiale. Prima di lanciarsi voracemente verso questo frutto è importante valutare due aspetti: chi ha il diabete deve inserirlo nel conteggio dei carboidrati; i soggetti sensibili a livello intestinale deve considerare il possibile fastidio intestinale causato dai semi e dall’elevato contenuto di fibre.

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