L'ex coach di Alcaraz in un'intervista a Marca: "Ci sta perdere contro Djokovic, ma la condizione fisica mi ha sorpreso. Lui e Sinner dominanti? Meglio degli altri ma non così tanto: Zverev se la gioca, anche Fritz se ispirato"
6 aprile - 09:52 - MILANO
I complimenti al primato di tennista più giovane ad aver realizzato il Career Grand Slam e le perplessità sulle condizioni fisiche di Jannik Sinner. Juan Carlos Ferrero, dopo la separazione dal suo pupillo Carlos Alcaraz a metà dicembre, ha cambiato completamente orizzonte diventando il mental coach di Angel Ayora, golfista spagnolo emergente (ha 21 anni), entrato nel circuito pro tre anni fa. Non smette però di seguire il tennis e in un'intervista a Marca ha detto di non avere avuto proposte stimolanti ma di non escludere di tornare ad allenare presto. Intanto spende parole di lode al suo ex pupillo: "Degli Australian Open non ho visto molto. Ho guardato i dettagli, i risultati. Delle partite di Carlos, ho visto un po' di quella di Tommy Paul, un po' di quella di Zverev e un po' di più della finale, ma non le partite complete. Mi sono congratulato con tutta la squadra quando hanno raggiunto la finale, e mi sono congratulato di nuovo dopo che hanno fatto la storia. Era un obiettivo molto chiaro che Carlos si era prefissato negli ultimi anni, e il fatto che sia stato il più giovani nella storia a raggiungerlo, mi rende molto orgoglioso. Suppongo di aver dato anche io un piccolo contributo in tutto questo tempo".
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Riguardo a Sinner l'ex campione spagnolo dice: "Sono rimasto sorpreso dalla sua sconfitta contro Djokovic, soprattutto perché lo aveva battuto nettamente nelle ultime partite. Sono un po' preoccupato per la sua condizione fisica, visto che ha avuto problemi già all'inizio del torneo. È anche vero che Novak è Novak, e quando gioca al 100% è sempre molto difficile da battere. Era successo anche a Carlos un anno prima". Ancora su Alcaraz: "Carlos può diventare il migliore di sempre. Quello che deve fare è mantenere alta la motivazione. Deve restare motivato quando raggiunge tutti gli obiettivi che si è prefissato e, quando la motivazione cala deve subentrare la disciplina professionale. Credo che Carlos rimarrà motivato perché sa di avere davanti a sé giocatori molto importanti, giocatori che hanno ottenuto grandi successi, e lui vuole essere uno di loro". Un dominio Sinner-Alcaraz per i prossimi anni? "Direi che c'è una leggera differenza, ma non così grande. Alla fine, Zverev ha dimostrato di esserci vicino; forse un Fritz ispirato; Djokovic è sempre una forza da non sottovalutare. Sono giocatori che possono mettere in difficoltà Carlos e Jannik. È vero che se entrambi sono al massimo della forma, sono superiori a tutti gli altri, ma ci sono rivali che possono seriamente sfidarli".
La Gazzetta dello Sport
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