Ferrari, stavolta è Leclerc che soffia il podio a Hamilton. E dai box gli urlano: "Hai due p.... d'acciaio!"

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Il monegasco felice per il podio: "Sfortunato con la Safety Car, ma gara divertente. Da sistemare la power unit ma non solo, lavoreremo a pieno regime per colmare il gap"

Giusto Ferronato

Giornalista

29 marzo - 13:25 - MILANO

C'era una cosa che Charles Leclerc voleva evitare più di qualsiasi altra uscendo da Suzuka: ritrovarsi a inseguire Lewis Hamilton nella classifica piloti. Già la Mercedes vola, in più c’è stato il ritorno della McLaren. Essere battuto ancora dal compagno di squadra in gara, con un sorpasso in classifica, non l’avrebbe proprio digerito. Ecco perché alla fine il monegasco lascia il Giappone con un mezzo sorriso, perché malgrado una gara sfortunata per via della Safety Car arrivata nel momento (per lui) sbagliato, e una Ferrari non eccezionale, è comunque arrivato un podio dietro ad Antonelli e a Piastri che è molto farina del suo sacco. Ha risposto bene Leclerc. In Cina Hamilton lo aveva battuto proprio sul suo terreno, l'efficacia in gara. Dopo una sbavatura in frenata, Hamilton gli aveva soffiato la posizione con destrezza, facendosi trovare pronto per il primo podio da ferrarista. Charles aveva abbozzato e incassato sportivamente. Ma nell'eterno GP che si corre tra compagni di squadra, il Principino non voleva che in Giappone si allungasse la contabilità delle "vittorie" di Hamilton nei corpo a corpo. E così oggi è tornato cattivo, sfilando Lewis dopo un altro duello al millimetro. "Hai due palle d'acciaio!", gli ha detto in radio il suo ingegnere di pista Bozzi al termine della gara.,

svolta

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La svolta negativa del suo GP, come detto, è stata la Safety Car che, come spesso accade, può favorire e sfavorire senza guardare in faccia a nessuno. Leclerc è finito tra gli sfavoriti perché aveva appena effettuato la sua sosta per cambiare le gomme.  “Ovviamente siamo stati un po' sfortunati – ha raccontato - da quel momento in poi sapevo di essere in svantaggio, specialmente rispetto a Kimi e Lewis. Con le gomme dure è un po' più difficile a riportarle in temperatura. Ho provato a usare l'incazzatura di questa Safety Car al momento sbagliato in un altro modo”. E cioè auto-caricandosi. “Non ero molto fiducioso, anche se quando la gara riparte si chiude la visiera e si spinge al massimo. Nel complesso è stata una gara divertente, solo che non è bastato per prendere Oscar (Piastri; n.d.r.)”. 

gli impertinenti

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Il podio è arrivato perché, come detto, è riuscito a sorpassare Hamilton con una grande manovra con cui si è un po’ “vendicato” di Shanghai e poi a difendersi dagli assalti finali di George Russell. E qui Leclerc ha raccontato come abbia dovuto fare i conti anche con l’”impertinenza” della tattica Mercedes, che comunicava una cosa e poi ne faceva un’altra. È divertente l’aneddoto raccontato da Charles: “Il mio ingegnere mi riferiva quello che l'ingegnere di George diceva, ma lui poi faceva l'esatto opposto e questo mi ha messo sotto pressione. A un certo punto mi hanno detto: 'Oh, gli hanno detto di usare tutto (il boost) nel rettilineo posteriore', o viceversa sul rettilineo principale, e poi per quattro giri di fila ha fatto esattamente l'opposto. L'ho capito subito e ho potuto difendermi. Solo in un'occasione mi ha sorpreso all'ultima curva, ma è stata una gara divertente”. 

missione sviluppi

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Per Leclerc e la Ferrari, comunque, resta il problema più urgente, quello di trovare velocità da trasferire sulla SF-26 per provare ad avvicinare la Mercedes. Una delle due, in fondo, oggi in gara è stata battuta. "C'è una cosa chiara che dobbiamo migliorare ed è sicuramente la power unit, ma rispetto alla Mercedes non è solo quello. A Miami avremo degli sviluppi come gli altri e quello sarà fondamentale, iniziare col piede giusto da Miami in poi. Ma in un anno come questo, è tutto molto nuovo e il tasso di miglioramento di ogni team è enorme. C'è il lavoro sulle gomme, l'aerodinamica, il telaio. Lavoreremo a pieno regime per chiudere il divario con la Mercedes e, si spera, tenere dietro la McLaren. Questo Mondiale si vince o si perde con gli sviluppi”.

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