Come funzionano i tornei "Win the button". La guida strategica

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Abbiamo passato in rassegna diverse modalità di torneo, tutte chiaramente legate al Texas Holdem. L'universo però è variegato e ogni tanto tornano di moda varianti che avevano avuto un successo alterno. Ecco come funziona, soprattutto a livello strategico, il torneo nel quale si vince....il bottone

Tra i primi insegnamenti che ogni giocatore riceve al tavolo c'è quello riguardante l'importanza della posizione. Meglio avere KK da UTG o QQ da cutoff? Tra le modalità di gioco davvero interessanti ci sono i tornei win the button. Ecco come funziona il formato più aggressivo

ABOLIAMO IL SENSO ORARIO

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Intuitivamente è abbastanza semplice capire la traduzione di questa modalità di gioco. Le regole restano sempre le stesse dei formati tradizionali. L'unica, grande differenza, riguarda il vantaggio del vincitore della mano che diventa automaticamente il bottone della mano successiva. Siamo sempre stati abituati alla rotazione in senso orario del giocatore in posizione sul resto del tavolo. Fin dall'ABC del poker, sappiamo come ruotino le posizioni. Rispetto alla mano appena finita, chi era UTG diventa BB, chi era bottone diventa cutoff e via dicendo. Nei tornei "Win the button" possiamo essere di grande buio per tre mani di fila! Con tutte le conseguenze del caso, in termini di chips da investire e posizione svantaggiosa. Che voi vinciate la mano con un semplice rilancio preflop a cui fa seguito il fold di tutto il tavolo, o che vinciate al river, il concetto non cambia. In caso di split pot invece il bottone va al giocatore coinvolto nello split che si trova più vicino al bottone precedente in senso orario. Con queste regole d'ingaggio capite bene che l'aggressività domina. Con un gioco troppo passivo rischiate di essere sempre in posizioni sfavorevoli per il gioco post flop. Avete a destra un giocatore aggressivo che porta a casa vari piatti? Preparatevi a pagare un sacco di piccoli bui. Esiste quindi anche un equity allargata del bottone

TORNEI WIN THE BUTTON: RANGE ALLARGATI

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Non è di vitale importanza avere il bottone sempre e comunque ma pensiamo a livello strategico le implicazioni di questa modalità. Da late position i range di apertura per rubare i bui si allargano notevolmente. L'aggressione preflop però riguarda anche il gioco dai bui. Tribettare su qualcuno che rilancia da bottone o cutoff diventa più importante rispetto alla mera difesa del grande buio che ci porterà a giocare il colpo fuori posizione. Pensiamo anche alla situazione di chi è corto e ha pochi margini di manovra. Andare allin per "rubare" ci permetterà, magari per un paio di mani di fila, di essere di bottone e di preservare lo stack. Anche in questo caso, rispetto ai tornei standard, i ragionamenti sul proprio esiguo stack devono essere differenti. "Ho due orbite prima di restare con 10BB" è una frase che non esiste nei tornei win the button. Il gioco post flop è fatto di continuation bet, checkraise e poco pot control, soprattutto nelle fasi più avanzate. Se l'impatto del gioco, nelle prime fasi, può essere visto alla stregua di un torneo "normale", ben presto ci si accorgerà di dover fare qualcosa per non rimanere intrappolati. Il player "nitty" potrà magari fare chips contando sul proprio punto e l'aggressività altrui ma alla lunga questa strategia difficilmente porterà risultato. I tornei win the button però sono un'ottima palestra per chi volesse migliorare il proprio gioco. Posizione, lettura del board e aggressività ragionata sono la base e per essere giocatori migliori. E qui c'è in palio bottone, il posto più importante al tavolo da poker

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