Ferrari in cerca d’equilibrio: ingegneri alla ricerca del setup giusto (anche per evitare una squalifica)

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Trovare la sintonia a livello dinamico sul tracciato Zandvoort, rappresenta forse il compito più complesso che gli ingegneri della Rossa abbiano dovuto affrontare

Paolo Filisetti

29 agosto - 21:56 - MILANO

Il venerdì della Ferrari a Zandvoort non è stato dei più facili, con entrambe le SF-25 lontane dalle posizioni di vertice sia in FP1 (Leclerc quattordicesimo, Hamilton quindicesimo) sia in FP2 con Lewis sesto e Charles ottavo a, rispettivamente, otto e nove decimi da Norris. Una situazione in parte prevedibile, per le caratteristiche specifiche di questo tracciato, tortuoso, con diverse variazioni altimetriche e curve, in particolare la 3 caratterizzate da un accentuata sopraelevazione (banking). 

cosa si è fatto

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La Scuderia di Maranello, dopo Budapest, dove le prestazioni della SF-25, sono crollate nell’ultimo stint di gara, per scelte di setup, e incremento della pressione degli pneumatici per evitare l’eccessivo consumo della tavola sotto il fondo (plank), ha cercato, analizzando anche le condizioni specifiche, incontrate in Ungheria, di trovare una soluzione che possa arginare questo problema in modo sistematico, senza appunto dover attuare soluzioni di emergenza. In sostanza i tecnici diretti da Loic Serra stanno procedendo ad una ricerca sempre più precisa dei mix di setup tra avantreno e retrotreno che possano garantire un comportamento dinamico preciso e costante, a favore delle performance, senza incappare in una possibile squalifica per il consumo eccessivo del plank. L’adozione della nuova sospensione introdotta in Belgio, nei dettagli ha incrementato le caratteristiche di anti affondamento (anti squat) del retrotreno, ma non ha potuto, essendo a tutti gli effetti un innesto in una piattaforma dinamica definita con altri parametri di rigidezza tra l’asse anteriore e quello posteriore, eliminare il problema alla radice. In sostanza, solo grazie ad una accurata definizione dei parametri di setup tra la sospensione anteriore e quella posteriore, i tecnici della Scuderia, avrebbero identificato dei valori entro cui il sistema dinamico risponde centrando gli obiettivi citati in precedenza.

l'intoppo persiste

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Ma, pare, rimanga ancora, proprio perché la piattaforma dinamica originaria non è stata stravolta dall’ultima versione della sospensione posteriore, un’area grigia, cioè la possibile combinazione di specifiche condizioni in cui, il compromesso trovato a livello di regolazioni tra avantreno e retrotreno possa non funzionare. Trovare la sintonia a livello dinamico su questo tracciato, rappresenta forse il compito più complesso che gli ingegneri della Ferrari abbiano dovuto affrontare al simulatore in preparazione di questo fine settimana, e debbano proseguire in funzione della qualifica e della gara. Ma è corretto sottolineare che il lavoro di ricerca dei parametri corretti di setup dinamico non abbia come fine solo la specifica attualità, e neppure solo il prosieguo di questa stagione. E una base funzionale e rilevante anche per il 2026.

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