A Maranello una vettura da alte potenzialità che deve sfruttare al meglio ogni aggiornamento, a Brackley una monoposto subito adatta per tutto il Mondiale: cosa aspettarsi nella seconda metà di stagione
Fred Vasseur lo aveva detto per primo, ormai oltre un anno fa: "Questo Mondiale si deciderà sugli aggiornamenti". Perché al via di un nuovo, rivoluzionario, ciclo regolamentare di Formula 1, il piano degli sviluppi tecnici da scaglionare nel corso della stagione acquista più che mai un ruolo chiave. Dividere correttamente il budget a disposizione, per non rischiare di sforare il tetto massimo di spesa, e organizzare la produzione in fabbrica seguendo la logistica del campionato non sarà un tema secondario, soprattutto nella seconda parte della stagione, dove la lotta per il Mondiale si farà sempre più intensa.
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Mercedes e Ferrari, in lotta per il titolo Costruttori con 72 punti di vantaggio attualmente a favore della squadra di Toto Wolff, si studiano quindi anche sul piano di sviluppo che stanno seguendo le rispettive fabbriche, da Maranello a Brackley. Il team principal della Stella ha già punzecchiato l’amico e avversario Vasseur, notando quanti aggiornamenti la rossa sia riuscita a portare nella prima fase del campionato nonostante la presenza del budget cap, un commento non gradito al francese, che ha replicato: "Sta forse dicendo che stiamo barando? Quando aggiornano gli altri sono dei geni, quando lo facciamo noi c’è qualcosa che non va". Nella realtà dei fatti però i due team hanno semplicemente seguito logiche di sviluppo agli opposti: la Mercedes ha iniziato la stagione con una monoposto già complessivamente adatta a tutto il campionato, riservando disponibilità minori da usare nel corso della stagione, mentre Ferrari ha scelto di iniziare con una vettura dalle più alte potenzialità di aggiornamento nel corso del campionato. "Essere davanti ci aiuta anche a decidere quando portare i nostri sviluppi - ha commentato il leader del Mondiale Kimi Antonelli, che resiste agli attacchi degli altri team nonostante i molti miglioramenti introdotti non solo da Ferrari ma anche da McLaren e Red Bull - noi in questa fase preferiamo portare pacchetti di sviluppo più grandi in un colpo solo, per vederne meglio i reali riscontri". Per questo motivo dopo un piccolo aggiornamento aerodinamico in arrivo, al rientro dalle vacanze estive, a fine agosto a Zandvoort, il grande pacchetto pensato per accompagnare la W17 verso la fine del Mondiale arriverà a Singapore, nel weekend dell’11 ottobre. Resta da far chiarezza invece sul tema motore, con l’ipotesi ancora aperta in casa Mercedes di un eventuale sviluppo della power unit in arrivo già quest’anno o nel 2027. Una cosa è certa: arrivati a quota quattro motori utilizzati sia per Kimi che per Russell, entrambi i piloti dovranno smarcare prima della fine del campionato una nuova power-unit, subendo così una penalità che li costringerà a partire dal fondo. Per Antonelli, ha ammesso Wolff, le ipotesi più sensate sarebbero Monza o Baku, con la possibilità quindi di scattare dal fondo della griglia proprio nel suo Gran Premio di casa.
Da Maranello
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Chi invece sicuramente porterà nella seconda parte della stagione un nuovo motore, sfruttando il secondo gettone dell’Aduo disposto dalla Fia, è Ferrari, che ha in programma per Monza l’introduzione dell’inedita power-unit, per cercare di chiudere ulteriormente il gap con Mercedes. Prima del GP d’Italia però il team di Maranello si concentrerà su un aggiornamento aerodinamico, in programma per Zandvoort, che sarà testato nel weekend con Sprint Race prima di arrivare a Monza, dove si completerà il progetto insieme al motore. "Non guardiamo a che cosa porteranno gli altri - ha spiegato Vasseur - noi abbiamo il nostro calendario e siamo intenzionati a seguirlo" con un occhio sempre indirizzato però verso le innovazioni degli avversari, che non sembrano intenzionati a mollare. La McLaren in Ungheria, dove ha vinto il suo primo GP stagionale, ha infatti introdotto la prima parte dei suoi sviluppi per questa fase della stagione, che proseguirà in Olanda e poi a Baku. Piani diversi e budget suddivisi in modo differente per un unico risultato finale: cercare di restare attaccati alla lotta Mondiale, ponendo anche le basi per quella che sarà la prossima stagione, dove le performance andranno a convergere, mettendo in luce gran parte del lavoro fatto nel 2026. Ma nessuno, quest’anno più che mai, sembra voler pensare al prossimo campionato. C’è un titolo da vincere, e Ferrari non è pronta a lasciarlo nelle mani di Mercedes senza prima lottare.









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