La tavola rotonda organizzata dalla Federscherma, in collaborazione con la Fie, ha ufficialmente inaugurato un nuovo grande cammino d’integrazione sociale lungo la strada tracciata dall’Italia. Il presidente Mazzone: "È un progetto simbolo di un grande percorso di agonismo e inclusione sulle pedane della scherma italiana"
La tavola rotonda internazionale “Fencing for All” , organizzata dalla Federazione Italiana Scherma in collaborazione con la FIE, ha ufficialmente inaugurato un nuovo grande cammino d’integrazione sociale lungo la strada tracciata dall’Italia. I rappresentanti di 15 Federazioni nazionali si sono ritrovati in un hotel della Capitale per l’incontro voluto dal presidente federale Luigi Mazzone, alla presenza della segretaria generale della FIE, Gulnora Saidova e del presidente della confederazione europea, Pascal Tesch. I lavori sono stati aperti dall’amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris che ha ricordato come questa iniziativa "sia un esempio concreto dei valori che guidano la scherma italiana e dello straordinario potenziale dello sport come strumento educativo e sociale. Sport e Salute sarà sempre al fianco di iniziative di questo genere, convinti che ogni bambino e ragazzo debba poter accedere a esperienze sportive che valorizzino le proprie capacità. Voglio inoltre sottolineare il dialogo proficuo e costruttivo che stiamo portando avanti con il presidente Mazzone e con il Coni, con l’intento di sostenere anche il progetto ‘Sport ti Libera’, rivolto a contrastare la dipendenza digitale attraverso la pratica sportiva, promuovendo attività fisica, benessere mentale e relazioni sociali tra i più giovani. Iniziative come queste ci dimostrano che lo sport è davvero uno strumento di crescita, inclusione e salute per tutti. Grazie ancora al presidente Mazzone e a tutti coloro che rendono possibile questo percorso straordinario”.
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Mazzone ha sottolineato: “Sono orgoglioso di vedere come un progetto ideato e voluto dalla Federazione Italiana Scherma si ponga in questo modo all’attenzione della famiglia mondiale del nostro sport. Questo progetto rappresenta una grande sfida culturale che si realizza in una competizione speciale, simbolo di un grande percorso di agonismo e inclusione sulle pedane della scherma italiana: una gara a squadre miste di spada in cui si confrontano, insieme, atleti olimpici neurotipici e autistici o con disabilità intellettiva. La partecipazione di 15 società provenienti da tutta Italia ha rappresentato il primo passo, in attesa della finale in programma a Milano il 17 maggio. Ma il sogno più grande, che oggi qui prende forma, grazie alla Fie e a tutti i rappresentanti delle Federazioni nazionali, è trasformare il prossimo anno questa competizione in un grande evento internazionale”. Entusiasta la segretaria generale della Fie, Saidova: “Sono favorevolmente impressionata da questo progetto e dalla grande professionalità con cui la Federazione Italiana lo sta portando avanti. È proprio di professionalità che c’è bisogno per affrontare e vincere questa grande sfida: il supporto del mondo medico, l’impegno di tutta la comunità schermistica, ci permetterà di dare forza a questo grande percorso che è già iniziato. Concordo pienamente con un concetto ben espresso in questa sede: non contano solo le medaglie ma l’inclusione dei giovani e di tutti noi. Stiamo lavorando per creare qualcosa di ancor più strutturato”.
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Erano presenti, in rappresentanza delle rispettive federazioni nazionali, Patricia Aiyenuro e Rick Rodgers (Gran Bretagna), Pitchou Bolenge Yoma (Congo), Américo Ferreira (Portogallo), Dominique Hornus-Dragne (Francia), Ursula Charlie Kappus (Irlanda), Elisa Khostaria (Georgia), Ádám Makk (Ungheria), Ippokratis Manoudakis (Grecia), Malte Trier Moerch (Danimarca), Detelin Nedelchev Penev (Bulgaria), Maria Silva (Capo Verde), Sunil Kumar Shrestha (Nepal), Pierre Thullberg e Ana Valero-Collantes (Svezia), e – da remoto – Ziv Shay (Israele), Angel Garcia (Perù) e Zeyad Saleem (Iraq). Tra i tanti dirigenti intervenuti, hanno partecipato inoltre ai lavori Vincenzo De Bartolomeo (componente del.Comex della Efc e Segretario generale della Confederazione del Mediterraneo), la Consigliera federale Daria Marchetti (referente del settore Paralimpico), il Segretario generale della Fis Marco Cannella, il medico federale Alessandro Pagliaccia, il Presidente della Commissione Semi Giandomenico Varallo, il maestro Renzo Musumeci Greco e molti altri componenti della famiglia della scherma italiana e internazionale. Il dibattito, di grande interesse, si è sviluppato attorno a tre relazioni scientifiche di altissimo profilo: “Comprendere l’autismo nello sport”, a cura del presidente federale e neuropsichiatra infantile Luigi Mazzone, “Approccio alle persone con disturbo dello spettro autistico e/o disabilità intellettive” e “Organizzare una palestra di scherma per un atleta autistico”, curate – rispettivamente – dalle dottoresse Assia Riccioni e Laura Maria Fatta, componenti del Gruppo di Lavoro della Fis “Scherma per Disabili intellettivi”. Il gran finale è stato in pedana, dove si sono sfidate le rappresentative di Italia e Danimarca in un match di spada a squadre inclusivo, emozionante e combattuto. Hanno vinto i danesi ma il team composto da Alessio Pirottina, Marco Misiani, Susanna Gatti ed Emiliano Bacci, guidati in panchina dal maestro Emilio Lucenti e da Jacopo D’Antonio, ha strappato applausi. Il modello italiano della “scherma per tutti”, che conquista le pedane internazionali, nasce con loro.









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