Sale la febbre per il nuovo film di Christopher Nolan in sala dal 16 luglio. Con Odissea, Nolan torna alle origini del racconto occidentale portando sullo schermo il poema di Omero in una produzione di dimensioni epiche. Nel cast Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Robert Pattinson, Lupita Nyong'o, Zendaya e Charlize Theron. E l’epopea di Ulisse che dopo la guerra di Troia attraversa mille peripezie per il nostos, il viaggio di ritorno nella sua isola Itaca, torna ad affascinarci ancora come da secoli, un racconto senza tempo che è culla letteraria della nostra cultura e che nel Mediterraneo ha il suo scenario.
L’interesse per itinerari ispirati a storie, film e leggende, secondo uno studio realizzato dalla piattaforma CamperDays in collaborazione con l’istituto di ricerca Censuswide, l’11% degli italiani dichiara di scegliere esclusivamente itinerari ispirati a narrazioni, miti o produzioni cinematografiche. Inoltre, per il 28% degli intervistati, lo storytelling - e in particolare quello legato al cinema - arricchisce l’esperienza di viaggio più di quanto facciano i trend sui social media; un fenomeno sorprendentemente ancora più marcato tra la coorte generazionale nativa digitale, la Gen Z (le percentuali salgono infatti rispettivamente al 16% e al 38%).
Ecco alcune delle tappe del viaggio di Ulisse da cui prendere ispirazione per un'estate all'insegna del mito di Omero
Troia, Turchia: dove nasce ogni grande avventura
Prima di diventare l’eroe errante dell’Odissea, Ulisse è il vincitore della guerra di Troia, da dove prendono il via le sue celebri peripezie. Oggi l’Anatolia occidentale - dove si trovava Troia - conserva lo stesso fascino di terra di confine tra Europa e Asia: una regione che invita a partire senza una meta precisa, lasciandosi guidare dalla strada e dalla scoperta. Oltre alle rovine di Troia, si consiglia di non perdere il paesaggio surreale di Pamukkale, famoso per le sue candide terrazze di travertino modellate nei secoli dalle acque termali ricche di minerali: un luogo che offre uno spettacolo unico, dove piscine naturali color turchese e rovine romane convivono in perfetta armonia. Da qui si può proseguire verso la penisola di Gallipoli (Chersoneso Tracico, Turchia) luogo di straordinaria importanza storica affacciato sullo stretto dei Dardanelli; tra memoriali, spiagge e panorami mozzafiato, si intrecciano le memorie della Prima guerra mondiale e il fascino di una natura ancora incontaminata.
Tracia, Grecia: il richiamo delle rotte meno battute
La popolazione dei Ciconi rappresenta il primo incontro di Ulisse con l’imprevisto; dopo la partenza da Troia, infatti, il ritorno viene rallentato da una controffensiva inaspettata degli abitanti locali, che costringe l’eroe a ripartire con gravi perdite; una tappa che ricorda come spesso siano le deviazioni, e gli ostacoli non previsti, a rendere memorabile un viaggio. Ancora oggi la Tracia, regione storicamente associata ai Ciconi, è una delle aree meno esplorate della Grecia e conserva un carattere autentico, lontano dalle destinazioni più affollate. Qui vale la pena fermarsi a Kavala, conosciuta come la “città blu” per le sue suggestive vedute sul Mar Egeo, dove case colorate, vicoli in salita e testimonianze ottomane si intrecciano. Proseguendo poi verso est si raggiunge Alexandroupoli con il suo iconico faro che domina il lungomare. Per gli amanti della natura, il Parco Nazionale del Delta dell’Evros è perfetto per esplorare uno degli ecosistemi più ricchi d’Europa, habitat di centinaia di specie di uccelli migratori e paesaggi incontaminati che raccontano il volto più selvaggio della Grecia settentrionale.
Sicilia: l’isola delle sfide e delle meraviglie
Nessuna terra è intrecciata al mito dell’Odissea quanto la Sicilia, crocevia di passaggi, leggende e meraviglie. È qui che la tradizione colloca alcuni degli episodi più avvincenti dell’Odissea: lo scontro con il ciclope Polifemo, evocato dai maestosi Faraglioni dei Ciclopi; il pericoloso passaggio tra Scilla e Cariddi, tra le correnti impetuose dell’odierno Stretto di Messina; l’incontro con il popolo dei Lestrigoni e con il dio Elio, custode della mitica Isola del Sole. Seguire le tracce dell’eroe omerico significa attraversare una terra dove il mito sembra ancora affiorare tra le onde e le rocce laviche. Un viaggio in Sicilia non può che condurre alle pendici dell’Etna, che domina l’isola con la sua presenza maestosa e sempre mutevole, e a Siracusa, gioiello affacciato sul mare, dove l’incanto senza tempo di Ortigia si svela nei suoi vicoli di pietra chiara, nei suoi palazzi barocchi e nei riflessi d’acqua cristallina. Favignana, antica Aegusa, l’isola siciliana legata al mito omerico del Ciclope. E per chi sogna il Mediterraneo nella sua forma più pura, San Vito Lo Capo regala uno scenario paradisiaco: una distesa di sabbia candida accarezzata da un mare dalle infinite sfumature turchesi, dove il tempo rallenta al ritmo delle onde e del vento che profuma di sale.
Il Circeo: il fascino della sosta
L’incontro con Circe segna una delle pause più lunghe del percorso di Ulisse; dopo tante prove, l’eroe si ferma e riscopre il valore del tempo sospeso. Il promontorio del Circeo, tradizionalmente associato alla maga, continua a evocare la stessa sensazione: una destinazione dove natura, mare e paesaggi incontaminati invitano allo slow tourism. Qui si trova il Parco Nazionale del Circeo, che tutela uno degli ambienti dunali più importanti d’Italia: oltre 25 km di costa caratterizzati da spiagge di sabbia fine e da un sistema di dune che in alcuni punti raggiunge i 27 metri di altezza; per chi è amante dell’outdoor, numerosi sono i trekking che si possono fare in questa zona come, per esempio, quella che conduce al “Picco di Circe”, un’escursione impegnativa di quasi 7 km per ammirare dall’alto il panorama del litorale laziale.
Corfù: l’importanza dell’accoglienza
Identificata da molti studiosi con l’antica Scheria, Corfù è il luogo in cui Ulisse viene accolto dai Feaci, guidati dal re Alcinoo, dopo anni di peregrinazioni - un altro momento di ristoro prima dell’ultimo tratto del viaggio. Anche oggi l’isola incarna perfettamente lo spirito dell’ospitalità mediterranea, tra borghi affacciati sul mare, baie tranquille e ritmi lenti che invitano a fermarsi qualche giorno in più del previsto. Si consiglia una tappa presso la città vecchia di Corfù, con le sue influenze veneziane e le fortezze che dominano il mare, e la spettacolare baia di Paleokastritsa, considerata tra le più belle dell’isola. Verso nord, il panorama si apre sulle spiagge dorate di Sidari e sul celebre Canale dell’Amore (una serie di formazioni rocciose che creano delle piccole baie), mentre l’entroterra sorprende con borghi autentici come, per esempio, Lakones e Pelekas, perfetti per ammirare tramonti indimenticabili. A sud, invece, il lago di Korission e la spiaggia selvaggia di Issos sono pit stop ideali per chi cerca il lato più tranquillo e autentico dell’isola.
Isole Eolie: dove il vento decide la rotta
Nel poema di Omero, Eolo affida a Ulisse i venti necessari per fare ritorno a Itaca, tappa che evidenzia il legame ancestrale delle isole Eolie con il vento e il mare. Dominato dal profilo dei vulcani e da orizzonti sconfinati, l’arcipelago siciliano invita alla libertà e all’avventura. Ogni isola ha poi le proprie peculiarità: a Vulcano, i paesaggi modellati dall’attività geotermica costituiscono uno scenario unico, tra fumarole e panorami lunari; Stromboli è spesso caratterizzata invece dalle spettacolari eruzioni che, da secoli, “illuminano” il Mediterraneo; per chi è alla ricerca di un’esperienza più lenta e contemplativa, Salina conquista con i suoi vigneti, i sentieri panoramici e i piccoli borghi affacciati sul mare.
Itaca: quando la destinazione è il viaggio stesso
Più che una meta geografica, Itaca è il simbolo del ritorno. Dopo anni di avventure, Ulisse comprende che il valore della sua odissea non risiede soltanto nell’arrivo, ma nelle esperienze accumulate lungo il percorso. È una filosofia che continua a ispirare i moderni viaggiatori on the road: partire per esplorare nuovi luoghi, sapendo che saranno soprattutto le strade percorse, gli incontri e le soste impreviste a rendere il viaggio indimenticabile. L’isola ha proprio questo medesimo spirito attraverso i suoi paesaggi autentici e il suo ritmo lento: dal pittoresco porto di Vathy alle baie nascoste come la spiaggia di Gidaki, fino ai piccoli villaggi arroccati sulle colline che regalano splendide vedute sul Mar Ionio, ogni tappa fa riflettere sul significato del viaggio e celebra la fine - o forse l’inizio - di una nuova avventura.
The Odyssey, location e set del kolossal firmato Christopher Nolan
Un viaggio attraverso sei Paesi, oltre 600.000 metri di pellicola IMAX e 91 giorni di riprese per dare vita a The Odyssey, il nuovo kolossal firmato Christopher Nolan. Nel racconto dei protagonisti Matt Damon, Robert Pattinson e Tom Holland e del regista a Zach Baron - GQ senior special projects editor - emerge il ritratto di una produzione monumentale, fisica e profondamente umana, un viaggio tra mito, tecnologia e umanità.
Girato tra Marocco, Grecia, Italia, Islanda, Scozia e Stati Uniti, The Odyssey rappresenta la più grande sfida produttiva di Nolan: un progetto che unisce l’ambizione spettacolare del blockbuster alla ricerca di autenticità e verità emotiva che da sempre caratterizzano il suo cinema.
«Ogni singola location sarebbe stata la più difficile di qualsiasi altro film a cui abbia mai partecipato. E si sono susseguite una dopo l’altra», racconta Matt Damon, protagonista del film nel ruolo di Ulisse. «È semplicemente tutto più grande: è come cavalcare un’onda gigantesca».
Tra le location simbolo del film
Favignana, antica Aegusa, l’isola siciliana legata al mito omerico del Ciclope. Qui Nolan ha trasformato il Castello di Santa Caterina nella sua Itaca, affrontando una complessa sfida logistica che ha costretto troupe e attori a raggiungere il set a piedi o in elicottero. Il regista conferma il proprio approccio radicale alla messa in scena: ambienti reali, condizioni reali e reazioni autentiche.
«Chris non simula nulla. È tutto reale. Lui vuole delle vere reazioni umane: la risposta viscerale che ti viene spontanea», sottolinea Tom Holland, che interpreta Telemaco.
Anche Robert Pattinson, nel ruolo di Antinoo, descrive il set di Odissea come un’esperienza fuori scala: «Ero seduto da solo al bar dell’hotel, finché la gente ha cominciato ad arrivare. Non avevo mai visto persone così esauste, ed eravamo solo a un terzo del percorso. Io sono entrato a un terzo delle riprese, e a quel punto erano già stati in due paesi e tutti sembravano proprio… Voglio dire, alla fine di ogni giornata erano a pezzi».
Accanto alla dimensione spettacolare, The Odyssey conserva il cuore emotivo che attraversa tutta la filmografia del regista. «In molti dei miei film c’è questa tensione tra il desiderio di stare con la famiglia e le responsabilità al di fuori di essa», spiega Nolan. «È qualcosa con cui mi identifico profondamente».
Per Matt Damon, proprio questa combinazione di ambizione e vulnerabilità rende il progetto unico: ««Non credo che alle persone verranno concesse ancora a lungo le risorse per girare pellicole del genere», racconta l’attore. «Girare una storia così grande, tutta in esterni, su pellicola, in camera… ormai ci sono solo un paio di persone in grado di mettere in piedi una produzione del genere».
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