Mario Draghi può essere l'inviato speciale Ue in Ucraina? "Si, se fosse per noi, sì". Lo dice al Foglio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari .
L'idea di un inviato Ue è stata lanciata ieri da Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di fine anno: "Penso che Macron abbia ragione, credo che sia il momento in cui anche l'Ue parli con la Russia". Per la premier l'importante però è che l'Unione riesca a parlare con una voce unica e non in ordine sparso. Anche per questo motivo vede con "favore" l'indicazione di un inviato speciale della Ue.
"Prima il metodo e poi il nome". Filippo Sensi, senatore dem, considera il nome di Mario Draghi come una "autorevolissima" opzione per avviare il dialogo con la Russia anche se - precisa - il "nome, anche il più autorevole - deve venire dopo l'accordo tra l'Europa unita e l'Ucraina. Il caposaldo deve essere proprio l'Europa unita e l'Ucraina", aggiunge rimarcando come "tutto quello che l'Europa unita e l'Ucraina possono fare insieme per una pace duratura va nella giusta direzione. Anche se - conclude - appare sempre più evidente il fatto che ci sia un progressivo disimpegno del nostro Paese sulla vicenda "con un atteggiamento sempre più formale e sempre meno costruttivo".
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