Negli ultimi anni quello degli attaccanti rossoneri è stato un destino tormentato, ad eccezione di Giroud. Da giocatori che hanno deluso per rendimento, a trattative sfumate all'ultimo momento, la crisi dell'attaccante sembra non fermarsi per il Diavolo
C’era una volta il Milan che vinceva lo scudetto, grazie anche alla doppietta del suo centravanti contro il Sassuolo all’ultima giornata. Olivier Giroud ha salutato il Diavolo nell’estate del 2024, mostrando a San Siro la maglia numero “9”, quella con cui si è fatto voler bene da tutti i tifosi rossoneri a forza di gol. Il francese è stato finora l’unico a sfuggire con continuità alla maledizione del “9”, che in casa Milan dura dai tempi dell’addio di Pippo Inzaghi. Ma al di là del numero, negli ultimi anni il mestiere della prima punta al Milan è stato parecchio complicato per (quasi) tutti. Oggi il “9” è sulle spalle dell’ultimo arrivato, Niclas Füllkrug, che ha avuto subito un buon impatto in Italia. Prima di esprimere un giudizio, però, meglio andarci piano. Anche il recente passato suggerisce prudenza.
il fantasma origi
—
Nel 2022, l’estate appena successiva allo scudetto, in via Aldo Rossi decisero che, vista l’età di Giroud e Ibrahimovic, andava aggiunto un altro attaccante di livello internazionale. E l’occasione di mercato aveva un nome e cognome ben preciso, Divock Origi, in scadenza di contratto con il Liverpool. Uno che giusto qualche stagione prima aveva segnato ben tre gol tra semifinali e finale di Champions. Contratto per quattro anni a circa 4 milioni di euro netti. Origi, però, a Milano si è trasformato in fretta in un fantasma: prima facendo male in campo (due gol in 36 gare ufficiali), poi - dopo il prestito infruttuoso al Nottingham Forest - il belga è praticamente sparito. Per oltre un anno e mezzo è stato comunque a libro paga del Milan senza allenarsi e giocare neppure un minuto, prima di trovare l’accordo che ha terminato definitivamente il rapporto tra le parti.
morata e gli altri
—
Nel 2023, sempre a titolo gratuito, sbarcò in rossonero Luka Jovic, che dopo l’uscita di Giroud ereditò pure il numero “9”. L’attaccante serbo mise insieme 13 gol in 47 partite - nemmeno così male - ma la scorsa estate il Milan optò per non esercitare l’opzione che avrebbe prolungato il suo contratto e Jovic oggi è all’Aek Atene. Nel 2024 arrivarono al Milan addirittura due centravanti, Alvaro Morata e Tammy Abraham. Il primo durò pochi mesi, finendo in prestito al Galatasaray nella sessione invernale del mercato e riciclandosi poi al Como in questa stagione; il secondo, pur avendo firmato la rete che regalò al Diavolo l’ultimo trofeo (la Supercoppa italiana vinta a Riad), dopo l’anno in prestito tornò alla Roma per poi finire al Besiktas e ora all’Aston Villa. Il Milan provò comunque a risolvere il problema attaccante pure un anno fa, con l’acquisto di Santi Gimenez per 28,5 milioni più bonus. La parabola del messicano in Italia è cosa nota, anche se è ancora un giocatore rossonero.
il precedente boniface
—
Che, però, a Casa Milan sappiano come la questione centravanti non sia stata risolta lo dimostra non solo la caccia a Mateta degli ultimi giorni, ma pure in estate l’affare Boniface. Il nigeriano sbarcò addirittura a Milano, prima che i test medici suggerissero un rapido dietrofront. Oggi Boniface sta valutando il ritiro, tormentato da un ginocchio a pezzi. A Milanello arrivò Nkunku, non proprio una prima punta di ruolo, tanto che a gennaio è stato necessario tamponare la falla con Füllkrug. Se il tedesco sarà l’ultimo nome della lista o l’erede di Giroud lo diranno i prossimi mesi.










English (US) ·