Dove vivono gli atleti di Milano Cortina: dieci cose da sapere per 1154 camere
I milanesi continuano nella loro vita – tram, metro, lavoro, casa – e quasi non si accorgono che è spuntata una città nella città. Il Villaggio olimpico si sta popolando: 1.154 camere nella zona di Porta Romana. Intorno, un caos di cantieri. Dentro, un mondo popolato da atleti e chiuso al mondo. Ieri, eccezione: era aperto. Raccontiamolo in 10 curiosità.
1) Le stanze - Scambio stendino con tv
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Il Villaggio diventerà uno studentato e il genere è quello: stanze da universitari. I posti letto sono 1.700 per 42 delegazioni, per ognuno pronti lenzuola, asciugamani, un beauty con scritta “Faster, Higher, Stronger – Together” (per una toilette ambiziosa), ciabatte nel senso di prese multiple sì, ciabatte nel senso di pantofole no. Il bagno ha il bidet, strano oggetto non identificato da qualche popolo. La tv? Non c’è.
2) Il letto – Si fa in tre per te
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Il letto all’Olimpiade fa sempre discutere. È duro? È morbido? È di cartone? A Milano, apparentemente va tutto bene. Il materassino è tripartito e customizzabile, paroloni per dire che ha tre parti assemblabili e selezionabili da ogni atleta. Margherita Ostoni, azzurra dell’hockey, milanese che non torna a casa a dormire, approva: "Io ho problemi alla schiena ma qui dormo benissimo".
3) La mensa – Ristorante da 37 euro
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Fame? Pronte due mense per 3.400 pasti: ogni giorno cucinate 3.000 uova e 450 kg di pasta. Non un simbolo di democrazia, ecco: quella per staff e volontari è una stanzona triste, quella per gli atleti quasi un ristorante. Menu di ieri: straccetti di fesa di tacchino stufati, nasello olio e limone, grana, bocconcini di mozzarella, mais dolce, pizza. Per i vegani, c’è un corner dedicato. Per i celiaci, anche. Se riuscite a entrare, si può comprare un ticket: costa 37 euro.
4) Le stelle – Arianna vive qui
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Ma perché, si può entrare al Villaggio olimpico? Se ti invitano, sì: esistono permessi speciali. Si può anche dormire? Non esageriamo. Girando per le strade, si incontrano facce note. Gli italiani di hockey, pattinaggio velocità, pattinaggio di figura e short track ci sono quasi tutti, compresa Arianna Fontana. Gli americani, anche, big inclusi: Jordan Stolz, fenomeno del pattinaggio velocità, è di casa.
5) La geopolitica – Un atlante in cemento
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Le nazioni appendono scritte alle finestre (TEAM FINLAND), sigle (CZE) o bandiere. Sembra un atlante di cemento. Con la politica come andiamo? Stati Uniti e Danimarca non confinano, così non litigano sulla Groenlandia. Israele ha una sola atleta a Milano. La palazzina della Russia non c’è, perché i russi gareggiano come Atleti Individuali Neutrali. Bandiere ucraine ieri non si vedevano e in loco spiegavano: non ci sono divieti geografici. Ah, all’ingresso c’è il Muro della tregua olimpica, firmato dalla presidentessa del Cio Kirsty Coventry e vari ospiti istituzionali.
6) L’Italia – In 77 in quattro piani
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L’Italia è un mondo a parte perché ha un edificio brandizzato con la scritta “Italia Team”, il più elegante: 77 atleti occupano dal quarto al settimo piano, con australiani, austriaci e slovacchi come vicini. Le stanze sono doppie (molte) o singole (meno). Ai piani disponibili sale per fare cyclette, una stanza medica, una lounge con elegantissimo calcio balilla trasparente. Molto bello il medagliere componibile (con molti ori, si spera).
7) La palestra – Squat alle 3 di notte
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Una domanda si impone: ma quando non dormi, che fai al Villaggio? La palestra è sempre utile e non si prenota: chi arriva prima, si accomoda senza fare la fila. I macchinari sono abbondanti e utilizzabili anche di notte. Per sonnambuli col fisico.
8) Le tentazioni – Coca Cola e videogiochi
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Chi di notte invece volesse fraternizzare, può scendere nelle aree comuni e conoscere altri atleti (anche se i dati sui preservativi distribuiti, rimbalzati su tutti i siti ai Giochi di Parigi, qui non si sentono). Per serate meno impegnative, disponibili videogiochi, calcio balilla, air hockey e distributori gratuiti. Una Coca Cola non si nega a nessuno, basta non dirlo al nutrizionista.
9) Religione – Una sala per tutti
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Chi è più un tipo da sacro sappia che al Villaggio c’è una sala di preghiera multiconfessionale, dove non si fa distinzione tra religioni. Alla voce spiritualità, interessanti anche una “mind zone” per la meditazione e una specie di igloo costruito da una marca di birra (quella che si beve col limone) dove, al mattino, si fa yoga.
10) Elezioni - La cabina è vicina ai primi
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Sì, ma la cosa più strana vista al Villaggio? Forse il seggio elettorale. Ci sono da rinnovare i rappresentanti degli atleti al Cio e, all’ingresso della sala mensa, si vota con tanto di cabina. I candidati sono sui manifesti elettorali distribuiti per le palazzine. E chi non vorrebbe dare un voto a Dario Cologna, mitico fondista svizzero da 4 ori in 3 Olimpiadi?









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