La crisi in Medio Oriente rallenta logistica ed export dei grandi gruppi automobilistici. Hyundai segnala difficoltà logistiche crescenti che incidono sui costi
Dall’assenza di carburante ai concessionari senza auto nuove disponibili. Come prevedibile in scenari di questo tipo, la crisi in Medio Oriente sta innescando un effetto domino che coinvolge inevitabilmente la filiera automobilistica europea. Se nel Vecchio Continente la preoccupazione principale resta legata all’approvvigionamento di carburanti, sull’altro versante del globo aumentano le segnalazioni da parte delle multinazionali asiatiche relative al blocco di esportazioni automobilistiche, destinate sia al Vecchio Continente sia al Nord Africa. L'ultimo caso riguarda il Gruppo Hyundai con Kia Motor, terzo al mondo per volumi globali, che ha evidenziato le attuali difficoltà logistiche nelle dichiarazioni rilasciate da Kim Dong-jo, vicepresidente senior dell’Ufficio Politiche Globali di Hyundai Motor: "Anche se il conflitto dovesse finire presto, ci vorrà molto tempo per ricostruire e ripristinare le catene di approvvigionamento esistenti".
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Parole pronunciate durante un incontro che ha riunito funzionari governativi, aziende di logistica e case automobilistiche, con l'obbiettivo di limitare i danni collaterali derivanti dal l conflitto. Non casuale il luogo scelto per il tavolo: il porto di Pyeongtaek-Dangjin, a sud-est di Seoul, dove circa 4.900 veicoli sono allineati lungo la banchina in attesa di essere caricati su una nave portacontainer diretta verso la costa occidentale degli Stati Uniti. Il vicepresidente Kim Dong-jo ha aggiunto come l’aumento dei costi logistici e le limitazioni nelle forniture di materie prime, dovute al conflitto, stiano mettendo sotto pressione anche la catena di approvvigionamento dei componenti e la produzione stessa. Per quanto le rotte verso le coste occidentali e orientali del Nord America non siano state finora significativamente influenzate, l’accesso limitato alle rotte mediorientali e l’aumento dei costi del carburante stanno inevitabilmente incidendo sui conti di Hyundai Motor, che ha dichiarato di aver venduto 358.759 veicoli a livello globale a marzo 2026: il 2,3% in meno rispetto all’anno precedente, con vendite sul mercato interno in diminuzione del 2,0% e vendite all’estero in calo del 2,4%.










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