Eurolega, mandato a Bueno per l'accordo con Nba. E si candida anche Roma

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Verso l'incontro del 28 aprile, via libera alla trattativa dal board di ieri, che ha confermato la formula della stagione e avviato il piano di sviluppo triennale: dai prossimi mesi i soci con licenza decennale diventano franchigie permanenti. Poi l'espansione: hanno chiesto un posto Virtus Bologna, Napoli e una cordata della capitale

Giuseppe Nigro

Giornalista

14 aprile - 23:57 - MILANO

La notizia, dopo anni di litigiosità, è la compattezza dei 13 club soci di Eurolega nel mandato dell’atteso board di ieri al Ceo Chus Bueno: aprire la trattativa per un accordo con Nba per un campionato comune. Rispetto al proposito iniziale della lega americana di sbarcare con una autonoma (e concorrente) Nba Europe, a riaprire il tavolo è anche la posizione di maggiore forza di Eurolega visti gli esiti della raccolta Nba di manifestazioni di interesse. I club hanno parlato ieri di "impegno a mantenere un dialogo aperto e costruttivo con Nba, con l’obiettivo di esplorare opportunità di partnership strategica che possano ulteriormente valorizzare il basket europeo. Il management di Eurolega si concentrerà sui passi successivi nelle prossime settimane". L’orizzonte è quello dell’incontro già programmato tra Eurolega, Nba e Fiba il 28 aprile a Ginevra. 

formula e fenerbahce

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Il board di ieri ha ratificato anche la formula per la prossima stagione, confermando per un anno quella attuale a 20 squadre con girone all’italiana e 38 partite. Allo studio una sorta di Supercoppa di inizio stagione tra le vincitrici dell’Eurolega e di un Eurocup che si aprirà ancora di più alle partecipanti ("almeno dieci") qualificate grazie ai risultati nei rispettivi campionati nazionali invece che con wild card. Il parterre delle 20 squadre di Eurolega non è ancora definito, con le posizioni pendenti di Monaco, Asvel e soprattutto non è ancora ufficiale il Real Madrid. Ma da indiscrezioni è in arrivo entro la settimana l’attesa adesione del Fenerbahce per la firma del rinnovo decennale con Eurolega, dopo la ridefinizione della divisione dei ricavi decisa ieri. Non è lana caprina, ma solo qualcosa che in genere resta dietro le quinte, e valorizza maggiormente il peso di ciascun club. Per ogni nazione, i diritti tv andranno al 65% ai club di quella nazione e per il 35% distribuito in maniera uguale tra tutte le altre squadre. Per tutti gli altri ricavi, il 75% sarà diviso in base a risultati del campo, risultati storici e coinvolgimento dei tifosi (spettatori, audience tv e interazioni digitali) e il 25% in parti uguali tra tutti.

espansione e roma

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Parte cruciale della giornata anche l'approvazione del piano di sviluppo triennale presentato da Bueno che prevede entro il 2026-27 la transizione delle licenze decennali dei 13 club “soci” (tra cui l’Olimpia Milano) in franchigie permanenti.  Una seconda fase, al via da luglio, prevede l’espansione a pagamento delle franchigie permanenti ad altri club interessati. Tra questi ("oltre dieci hanno presentato lettere di intenti", dice Eurolega) partecipanti attuali tra cui la Virtus Bologna, oltre a Stella Rossa, Partizan, Valencia, Dubai, Parigi e Hapoel Tel Aviv. Altre che vorrebbero entrare come Hapoel Gerusalemme, Paok ma anche Napoli. E a sorpresa, secondo quanto risulta, anche realtà non ancora esistenti, come Londra e, rullo di tamburi, Roma. Con una delle due cordate (una fa capo a Donn Nelson, l’altra a Paul Matiasic) che avevano presentato la manifestazione di interesse anche per Nba Europe.

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