Esposito, Buchanan e pure... Gabigol! L'Inter e il tesoretto delle rivendite: quanto possono valere

1 ora fa 4

Quando nel lontano 2019 il flop brasiliano venne rispedito in patria, la dirigenza nerazzurra inserì il 10% sulla successiva plusvalenza. Poi ci sono Akinsanmiro, Agoumé e...

Il concetto è molto semplice: l'Inter ha investito nelle sue cessioni quasi come fossero delle azioni bancarie. E le quotazioni in borsa le farà, nel tempo, il calciomercato. Una sorta di Piazza Affari tutta nerazzurra. Perché spesso, al momento dell'addio di un proprio tesserato, il club di viale della Liberazione inserisce una clausola sulla futura rivendita e attende di raccogliere frutti extra rispetto all'incasso che arriva al momento delle stesse cessioni. L'ultimo esempio in ordine di tempo porta il nome di Davide Frattesi, venduto alla Lazio in prestito oneroso per 5 milioni di euro (e altri 2-3 di bonus) con diritto di riscatto fissato ad una decina. Più il 50% sula futura rivendita. Una formula simile alla vecchia comproprietà abolita ormai da anni, che consente alla società acquirente di ridurre non di poco il pagamento del cartellino nell'immediato e alla cedente di incassare in seguito quanto avrebbe preteso. Ma Frattesi non è l'unico esempio, considerando che ormai da svariate stagioni l'Inter sceglie di ricorrere a questo tipo di strategia. Sia nel caso in cui a dire addio sia un giovane di belle speranze attorno a cui non perdere totalmente il controllo, sia per quanto riguarda profili un po' più avanti con l'età. 

tutti i casi

—  

Di recente, oltre a Frattesi alla Lazio, l'Inter ha ceduto Ebenezer Akinsanmiro al Monza e Sebastiano Esposito definitivamente al Cagliari (al tramonto della scorsa stagione, quando i rossoblù centrarono aritmeticamente la salvezza). Rispettivamente in prestito con obbligo di riscatto a 7 milioni più il 10% sulla futura rivendita per quanto riguarda il centrocampista e 4 più il 40% sull'attaccante. E oggi che il fratello di Pio è in odor di addio alla Sardegna dopo le polemiche tra club e procuratore a colpi di certificati medici, un mezzo calcolo si può abbozzare: nel caso in cui qualche società decidesse di soddisfare le richieste del presidente Giulini - che si attestano tra i 15 e i 20 milioni -, l'Inter passerebbe all'incasso per una cifra tra i 6 e gli 8. Mica male, per un giocatore fuori dal progetto tecnico dal cui addio si erano già guadagnati 4 milioni e per cui il totale salirebbe, naturalmente, tra i 10 e i 12. Una decina di giorni fa, poi, il Vasco da Gama ha formalizzato l'acquisto del 50% del cartellino di Facundo Colidio dal River Plate. Non molti si ricorderanno l'argentino vestito di nerazzurro, ma la formula quando l'Inter decise di liberarsene fu simile: 10% sulla rivendita (oltre a 4,5 milioni subito). E oggi quella percentuale si è tramutata in 450.000 dollari, in attesa che il Vasco acquisti la restante metà di cartellino e ne versi ai nerazzurri altrettanti. 

Un altro giovane che con l'Inter non è esploso ma altrove sì è Lucien Agoumé, oggi al Siviglia, nel mirino di svariate squadre e valutato una ventina di milioni dal club andaluso. La società di viale della Liberazione può contare sul 10% sulla rivendita che corrisponderebbe circa a 2 milioni di euro. E poi Buchanan al Villarreal (20%), Filip Stankovic al Venezia (50%), Zanotti al Lugano (circa il 20%), Satriano nel caso in cui il Getafe decidesse di riscattarlo dal Lione per 6,5 milioni (un altro 20%) e addirittura Darian Males, meteora nerazzurra oggi allo Young Boys (20%). Infine, rientrano nell'ampio gruppo tutti i giovani che l'Under 23 nerazzurra spedisce in giro per l'Italia: quest'estate Di Maggio e Fontanarosa all'Avellino (45% il primo, 50 il secondo), Sarr tra Albinoleffe e Trapani (50%) e molti altri ragazzi prima di loro. Più un caso, l'ultimo ma decisamente non meno importante, molto particolare.

sette anni dopo

—  

E qui si parla di... Gabigol. . Nel lontanissimo 2016, l'Inter sborsò la bellezza di 30 milioni di euro per superare la concorrenza di molti top club europei e strappare al Santos tal Gabriel Barbosa, un numero 9 in pieno stile sudamericano che faceva gol in tutti i modi. Storia nota, come noto è il grande flop europeo dell'attaccante brasiliano (a differenza del campionato carioca di cui è stato capocannoniere addirittura per 10 stagioni). L'Inter decise di cedere Gabigol un anno dopo il suo arrivo, in prestito al Benfica, ma l'ex Santos fece presto ritorno a Milano. Poi un'altra annata in prestito proprio al Santos e nella stagione successiva il Flamengo: 700 mila euro di prestito, 17,5 per il riscatto. Esercitato. E l'immancabile percentuale sulla futura rivendita, nel suo caso attorno al 10%. Il Flamengo ha tenuto Gabigol per 5 anni, cedendolo gratis al Cruzeiro che a sua volta l'ha girato in prestito al Santos. Così la percentuale in favore dell'Inter ha rimbalzato come una cessione del credito. Ma se Barbosa tornasse al Flamengo, cosa ne sarebbe di quella percentuale ancora in favore dell'Inter?

Leggi l’intero articolo