opinione
Contenuto premium
All'estero è prassi consolidata puntare sui diamanti grezzi per poi farli diventare gemme luminose. E se i big ci tolgono i Leoni e i Palestra....
La Juventus che investe su un centravanti italiano di 19 anni come Jeff Ekhator segnala un probabile (e necessario) cambio di rotta del movimento. Mattia Liberali al Como rafforza l’ipotesi: il club lariano ha una storia recente di grande successo con i giovani (Ramon, Nico Paz ricomprato a meritato peso d’oro, Baturina, Diao) ma non italiani. Anzi, Fabregas nella stagione scorsa aveva detto che il nostro calcio non produce ragazzi adatti al suo calcio tecnico. Ora, a quanto pare, uno lo ha trovato. E il discorso si potrebbe allargare a Vergara — pur se meno giovane — che il Napoli vuole blindare, o a Muharemovic nel mirino sempre della Juventus, l’altro azzurrino Koleosho che potrebbe finalmente sbarcare in Italia (alla Fiorentina), o Pisilli che dice no al Porto. Investire sui giovani è una politica che altrove è diventata da tempo prassi consolidata. Da Odegaard preso 16enne dal Real Madrid, i grandi club sono ormai abituati ad assicurarsi i diamanti grezzi più quotati a prezzi già inavvicinabili per le nostre società.










English (US) ·