Ecco perché Allegri, nonostante Cremona, continuerà a schierare il tridente "solo in corso d'opera"

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Il tecnico rossonero è passato dal 3-5-2 al 4-3-3 anche coi grigiorossi: non è la prima volta, così come non lo è essersi preso i tre punti in questo modo. Ma chi lo vorrebbe vedere anche nel derby resterà deluso

1 marzo - 17:56 - CREMONA

Due è il numero perfetto a Coteto, il quartiere di Livorno in cui è cresciuto Massimiliano Allegri. I tre attaccanti non gli garbano particolarmente (almeno, non in questo Milan) e Max in settimana si metterà i tappi nelle orecchie. Non ascolterà i milanisti che sempre più - prima un sussurro, ora una voce insistente, domani forse un coro – gli chiedono di abbondare e giocarsi il derby con tre giocatori offensivi. Diciamo Pulisic, Füllkrug e Leao assieme dall’inizio, come ai tempi in cui Giroud, stretto tra Messias e Leao, ribaltava la partita con l’Inter e lo scudetto del 2022.

com'è andata

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Allegri a Cremona ha giocato con il tridente nell’ultima mezz’ora. Ha cominciato con il solito 3-5-2, poi ha tolto Saelemaekers e al suo posto ha fatto entrare Füllkrug. Pulisic e Leao si sono allargati per un classico 4-3-3 con Tomori e Bartesaghi terzini. Quando Captain America è dovuto uscire, Allegri non ha cambiato idea – del resto, stava pareggiando… - e al suo posto si è giocato Nkunku. Il risultato dice che ha funzionato, anche se aggiungere due postille è il minimo. La prima: il Milan ha segnato da azione d’angolo e in contropiede. Il tridente, nei due episodi, c’entra poco. La seconda: le occasioni, in quel finale, non sono mancate, e sia Leao sia Füllkrug avrebbero potuto fare gol. Un buon segno.

allegri e le parole sul tridente

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Allegri, alla fine di Cremonese-Milan, alla domanda diretta ha risposto così: “Non è questione di sistemi di gioco ma di arrivare in fondo e centrare l’obiettivo. In questo momento, il tridente è una soluzione da gara in corso, perché quando ci sono grandi ritmi anche gli esterni devono lavorare molto e noi perdiamo un po’ di lucidità. In quel momento della partita, questa volta, c’era bisogno di giocatori offensivi. Pulisic sta ritrovando la condizione, così come Rafa e tutti gli altri. Vedremo cammin facendo, si può giocare anche con i tre davanti e il doppio mediano”. Leao, a poca distanza, ha confermato che, a lui, va bene anche il 3-5-2: “Mi sento comodo da centravanti, lo facevo anche da più giovane e conosco i movimenti”. Parecchio dipenderà dalla condizione fisica e dagli infortuni, perché Allegri in passato lo ha detto chiaro: il tridente, con soli tre attaccanti a disposizione, non si può fare.

come gioca con tre punte

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Sì, ma come funziona il Milan con il tridente? Si sbilancia un po’ di più, banalmente, ma ha più anima offensiva e trova più soluzioni. Gli uno contro uno sulle fasce tornano a essere una minaccia, mentre oggi Saelemaekers e Bartesaghi, uno stanco, l’altro senza dribbling, negli ultimi 30 metri non spaventano. La squadra abbandona un po’ di prudenza e può alzare l’intensità del pressing, contando sul fatto che una palla recuperata potrebbe scatenare tre giocatori offensivi. Ognuno a questo punto potrebbe può scegliere la sua variante preferita, come struttura di squadra e uomini. Per struttura, almeno in fase di possesso, il Milan può giocare con il 4-3-3 o il 3-4-3. Per uomini, giusto considerare i primi esperimenti stagionali di tridente. A gennaio contro il Genoa si sono visti Pulisic, Füllkrug e Leao. A Firenze, pochi giorni dopo, ecco Nkunku da 9 al posto del tedesco. Le prove hanno avuto seguito limitato, così i milanisti nella settimana del derby sono legati a un paradosso curioso. Molti tifosi, cresciuti con l’offensivismo berlusconiano, invocano il tridente ma allo stesso tempo sperano con tutto il cuore di non vederlo: sanno che Allegri, se fosse in vantaggio contro l’Inter, lo lascerebbe in cantina, vicino al costume di Carnevale da Nettuno.

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