È morta Edith Flanigen, rese più efficiente la raffinazione del petrolio

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Aveva 96 anni. Negli Anni 50 la ricercatrice sviluppo la zeolite-Y un catalizzatore fondamentale nella raffinazione del petrolio greggio che permette di ottenere una maggiore quantità di benzina rendendo il processo di raffinazione più sicuro, efficiente e rispettoso dell'ambiente

Armando Bavaro

26 gennaio - 19:08 - MILANO

Edith Marie Flanigen, una delle più importanti chimiche industriali degli Stati Uniti, è morta all'età di 96 anni a Buffalo, nello stato di New York, lo scorso 6 gennaio. Riconosciuta a livello mondiale per le sue innovazioni sui materiali sintetici e per il contributo fondamentale alla produzione di benzina più pulita e sicura, l'annuncio della scomparsa della scienziata è stato dato dalla sorella Jane Griffin al New York Times nella giornata di sabato 24 gennaio. Nata il 28 gennaio 1929 a Buffalo, Edith mostrò sin da giovane una forte inclinazione per la chimica. Dopo il diploma, Flanigen si laureò nel 1950 in chimica presso il D'Youville College e conseguì nel 1952 un master in chimica fisica inorganica alla Syracuse University. Il percorso di Flanigen è stato segnato da numerosi riconoscimenti: nel 1992 ricevette la Medaglia Perkin, primo premio assegnato a una donna nella storia della chimica industriale americana. Nel 2004 ottenne il Lifetime Achievement Award del Lemelson-Mit Program e fu inserita nella National Inventors Hall of Fame. Nel 2014 il presidente americano Barack Obama le conferì la National Medal of Technology and Innovation, riconoscimento massimo per un inventore negli Stati Uniti. Nello stesso anno, l'Università Humboldt di Berlino istituì il Premio Edith Flanigen per celebrare le giovani scienziate di talento. La sua influenza va oltre i laboratori: Flanigen è stata un modello per generazioni di donne nella scienza, capace di superare ostacoli legati al genere in un'epoca in cui poche donne occupavano posizioni di rilievo nel settore chimico.

le innovazioni nella raffinazione del petrolio greggio

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Nel 1956 Edith Flanigen iniziò a concentrarsi sullo studio dei setacci molecolari, materiali cristallini oggi noti come zeoliti, divenendo nello stesso anno la prima donna a essere nominata ricercatrice nell'azienda. Le zeoliti sviluppate da Flanigen rappresentarono una vera rivoluzione industriale. In particolare, la zeolite Y, creata negli Anni 50, è un catalizzatore fondamentale nella raffinazione del petrolio greggio: separando le molecole in base alle dimensioni, permette di ottenere una maggiore quantità di benzina e altri prodotti petrolchimici, rendendo il processo di raffinazione più sicuro, efficiente e rispettoso dell'ambiente. La benzina moderna, così come i carburanti utilizzati a livello globale, devono molto alle innovazioni chimiche della scienziata e alle sue scoperte. Alcune di queste tecnologie furono decisive anche per il trattamento delle acque contaminate dopo l'incidente nucleare di Fukushima nel 2011. Durante la sua carriera, Flanigen ottenne 109 brevetti, molti dei quali in collaborazione, e inventò oltre 200 sostanze sintetiche utilizzate in vari settori industriali, dalla produzione di detergenti alla purificazione delle acque.

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