Durigon: "Maggior visibilità al volley sui media. Critica di Berruto? Mi aspetto di incontrarlo..."

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Il nuovo presidente della Legavolley maschile si presenta: "Lavorerò per un impulso maggiore del movimento su tv, giornali e social. Vorrei dare spazio anche alle grandi città"

Davide Romani

Giornalista

27 luglio - 08:56 - MILANO

La pallavolo maschile ha un nuovo timoniere. Giovedì 16 luglio, a Bologna, la Legavolley ha scelto il presidente. Durante l’assemblea straordinaria i club hanno eletto Claudio Durigon, il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che succede a Massimo Righi. Torna dunque alla guida un esponente politico, esperienza già vissuta dal 2016 al 2018 con Paola De Micheli. 

Senatore Durigon, come si è avvicinato alla pallavolo?

"Tantissimi anni fa a Latina, la mia città d’origine, dove si giocava in Serie A. Frequentavo il palasport con la famiglia, con mio figlio. Ricordo che nel 2000 andai anche in trasferta in pullman con i tifosi fino a Padova per una sfida salvezza. È uno sport in grado di creare aggregazione e fa stare insieme le famiglie". 

C’era un giocatore in particolare che la appassionava di quella Latina? 

"Lo spagnolo Rafa Pascual, un fenomeno visto a Latina nel 2002. Poi ho avuto la fortuna di vedere tantissimi altri giocatori di livello: dal montenegrino Goran Vujevic (oggi direttore sportivo di Perugia, ndr) al cubano Angel Dennis passando per Francesco Biribanti. Hanno vestito tutti la maglia di Latina negli anni scorsi". 

Quando è arrivata la proposta dell’ex presidente della Legavolley Massimo Righi? 

"Negli anni ho sempre cercato di dare ascolto al movimento, capire le difficoltà che di volta in volta incontravano, di studiare la possibilità di norme per aiutarli. Ma a tutto pensavo tranne a una proposta di questo tipo. Il pressing è stato insistente e ho sciolto le riserve nel momento in cui il presidente uscente Righi mi ha garantito che non si sarebbe fatto da parte ma sarebbe rimasto all’interno della struttura". 

Su quali temi si concentrerà? 

"Da un punto di vista sportivo la gestione fin qui è stata eccellente e non c’è bisogno del mio intervento. Io cercherò di dare un impulso maggiore dal punto di vista comunicativo, di aumentare la visibilità mediatica di questo movimento: tv, giornali, social". 

Vorrei dare spazio alle grandi città. Oggi abbiamo Milano in Superlega, c’è Napoli in A2 mentre Roma è proprio assente. E mancano Torino, Firenze e Bologna"

Claudio Durigon

La sua elezione non è piaciuta a tutti. L’ex ct azzurro e ora deputato Mauro Berruto l’ha definita un film horror. Cosa risponde? 

"Mi dispiace per questa reazione perché ho accettato questo incarico per spirito di servizio, di passione e non per occupare spazi politici. Coltivo il desiderio di aiutare tutte le società di questo consorzio: Superlega, A2 e A3. Mi aspetto prima o poi di trovarmi anche con Berruto per cercare di fargli capire che dobbiamo essere uniti per aiutare questo sport. Non serve fare demagogia, non è stata fatta quando alla presidenza c’era Paola De Micheli, parlamentare del Partito Democratico, e non credo serva oggi". 

Nella sua elezione per acclamazione c’è stato un club che si è differenziato: Monza. Proverà a far cambiare idea alla presidente Alessandra Marzari? 

"Ci siamo sentiti con dei messaggi e farò in modo di incontrarla nei prossimi giorni per dialogare. Spero di convincerla". 

Quali sono le problematiche che le hanno chiesto di affrontare e di provare a risolvere? 

"Nel primo Cda abbiamo visionato le esigenze dei club: dagli aspetti normativi a quelli economici. Sicuramente sotto questo aspetto dobbiamo fare un passo in più. Dobbiamo penetrare di più nel tessuto sociale per far arrivare il valore della pallavolo".

Cosa le piacerebbe riuscire a fare durante il suo mandato? 

"Dare spazio alle grandi città. Oggi abbiamo Milano in Superlega, c’è Napoli in A2 mentre Roma è proprio assente. E mancano Torino, Firenze e Bologna". 

Esiste pure un problema di fiscalità per i club? 

"Dobbiamo discutere sulla proroga della contribuzione al 50% dell’imponibile contributivo verso i lavoratori dilettanti". 

Nella sua visione c’è anche quella di un maggior dialogo con la Lega femminile? 

"Credo che la forza e l’unione possano portare questo sport a penetrare maggiormente. Si può dialogare e creare un rapporto costruttivo per tutto il movimento". 

Capitolo diritti tv: come pensa di muoversi? 

"Cercherò di capire se c’è la possibilità di far vedere più partite possibili in chiaro dei nostri campionati. Un modo per aumentare la platea di appassionati a questo sport".

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