Leo sale a 19 gol, cannoniere assoluto, e l'Argentina è compatta intorno a lui
Le posizioni non sono casuali, parlano. Quando scende dall’autobus dell’Argentina, Lionel Messi è sempre accanto a Rodrigo De Paul. Lo aspetta, poi affiancati percorrono i corridoi fino agli spogliatoi. Amicizia profonda e nota, intesa simbiotica, scaramanzia. Sanno di essere inquadrati. Sul tabellone da 1050 metri quadrati dello stadio di Arlington, periferia di Dallas, l’immagine dell’arrivo è attesa quasi come un gol: da quel momento si può scatenare la festa. Leo e Rodrigo sono compagni anche in Mls. C’è una foto in cui l’ex Udinese è accanto anche quando all’amico stanno tagliando i capelli. Il capitano ha portato il fedele apostolo all’Inter Miami, un anno fa. Hanno vinto il titolo della Lega Usa: torneranno a Dallas per il campionato, ma non in questo stadio, che riprenderà la funzione originaria di tempio del football (americano).
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Le bellezze
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L’Argentina giocherà ora sempre altrove. Messi ha salutato il suo personale museo dei record ritoccando i suoi primati e puntando il Mondiale bis, cosa che nemmeno Diego Maradona è riuscito a fare. Lunedì scorso qui aveva infranto il record di Miro Klose, 16 gol ai Mondiali. Era arrivato a 18, con la doppietta all’Austria, e centomila argentini disseminati tra tribune e città avevano trasformato questi luoghi in santuari dell’adorazione a Leo. Coinvolti anche tutti coloro che sono intimi con il capitano. Il palco dove siedono la moglie Antonela e i figli è preso d’assedio dai tifosi. Girano le spalle al campo, sguainano i telefoni e non mollano finché lei non risponde. Contro la Giordania (3-1), Messi ha portato a 19 la cifra di reti alla Coppa del Mondo, e anche la consorte ha fatto un salto dalla poltrona.
sorpresa
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"Leo è pazzesco, ci sa sorprendere sempre", ha commentato Nico Paz che ora è la sua riserva e nel futuro potrebbe prenderne il “liderato”. Messi aveva deciso di non partire fra i titolari nella terza gara di un girone già vinto. Lunedì si era detto “felice ma stanco” dopo aver steso gli austriaci. Mercoledì ha compiuto gli anni: altre feste per i suoi 39, torte, video e foto (indovinate chi aveva accanto). Lionel Scaloni aveva in mente di dare riposo a tutti i titolari e il capitano aveva deciso di assecondare l’idea. I due Martinez, il Dibu e Lautaro, sono diventati gli unici sopravvissuti alle rotazioni. Ma quando inquadravano Messi in panchina, partiva l’onda emotiva dalle gradinate. Dopo un’ora, Leo è entrato e Lautaro (un gol e due traverse) nel lasciargli il posto si è stretto in un abbraccio forte e fuori dalla normale prassi. Se vuoi fare una passerella per i tifosi e arrotondare le presenze, non entri al 60’; c’è quasi un tempo da giocare, maxi recupero compreso. Ma se si parla di tempo, a Messi ne rimane poco per incrementare i suoi primati. Il famelico Kylian Mbappé è a soli tre gol di distanza nella classifica all time. Fra un calciatore anziano e uno medio giovane, la corsa non ha equilibrio. L’argentino è agli sgoccioli, il francese nel pieno della maturità. Può avere altri due Mondiali davanti, sempre che rimanga dietro in questo. La prima occasione di fuga per il capitano è stata una punizione da circa 25 metri: alta di poco. La seconda ancora su punizione, più vicina. Gol: 19 in totale, 6 in tre match in questa edizione, in cui è capocannoniere. È il primo a segnare per 7 partite consecutive alla Coppa. Superati Just Fontaine (Francia) e Jairzinho (Brasile). Nel parziale, 11 reti infilate a Australia, Olanda, Croazia, Francia, Algeria, Austria e Giordania, diventata la nazionale-vittima numero 44. Dagli ottavi di Qatar 22 a tutta la prima fase di questo torneo c’è sempre stato un sigillo di Messi. Quando ha sfilato in silenzio in zona mista, Leo aveva accanto Enzo Fernandez, ma solo perché De Paul si era fermato a salutare un amico. La prossima uscita sarà contro Capo Verde a Miami, casa loro. Leo cercherà altri record, provando a superare anche Diego, Rodrigo non lo abbandonerà nemmeno per un attimo.










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