La rossa verso gli ultimi test in Thailandia prima del via iridato. Per l'iridato spagnolo da definire la durata: biennale (voluto dal team) o 1+1 (dal pilota). Il piemontese segnalato in forma, ma all'orizzonte si profila per lui uno scenario Yamaha (più che Aprilia)
Massimo Falcioni
17 febbraio - 14:41 - MILANO
Kuala Lumpur-Buriram: in aereo 1.396 chilometri, uno più uno meno. Non si tratta solamente della distanza geografica tra il tracciato di Sepang, in Malesia, e il Chang International Circuit di Buriram, in Thailandia, le due piste teatro dei primi due test ufficiali MotoGP della stagione 2026. È un percorso che segna la marcia di avvicinamento al primo appuntamento iridato del nuovo campionato che, dopo i prossimi test finali del 21 e 22 febbraio, prenderà il via dal 27 febbraio all'1° marzo sulla pista thailandese, caratterizzata dal layout stop-and-go come gli altri circuiti concepiti dall'architetto tedesco Hermann Tilke. I test malesi confermano il dominio Ducati. Gli ultimi test in Malesia del 3-4-5 febbraio hanno sostanzialmente confermato la stagione 2025 con Ducati che ha monopolizzato la top 5, sia sui giri veloci (primo Alex Marquez con 1'56"402; terzo Fabio Di Giannantonio a +0"383 seguito da Marc Marquez a +0"387 davanti a Pecco Bagnaia a +0"527) che sul passo, con l'eccezione del secondo posto dell'Aprilia di Marco Bezzecchi, secondo a 124 millesimi. In crescita Honda. Alti e bassi per Ktm. Yamaha più bassi che alti con la nuova V4.
nuova fiducia
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Nel team campione del mondo c'è una rinnovata fiducia. A cominciare da Pecco Bagnaia. Il piemontese è più competitivo. Davide Tardozzi, team manager del team Ducati, descrive un pilota profondamente cambiato nell'approccio tecnico e sportivo. La pausa invernale pare aver segnato una svolta importante. Al rientro in pista, in Ducati sostengono di aver ritrovato un pilota più lucido e determinato, con una mentalità che richiama quella del Bagnaia iridato. La svolta sarebbe maturata già a partire dal test di Valencia dello scorso novembre, quando il pilota piemontese avrebbe ritrovato "il giusto equilibrio mentale" nell'approccio alla pistaa. Un lavoro portato avanti a stretto contatto con il capo progettista e direttore generale di Ducati Corse Gigi Dall'Igna, un dialogo che avrebbe restituito fiducia e consapevolezza al pilota. Sul piano tecnico, uno dei principali limiti imputati da Bagnaia alla Gp25 era stato lo scarso feeling con l'avantreno. Sensazioni che sono apparse in deciso progresso già con il primo prototipo della Gp26 testato a Valencia e poi ulteriormente migliorate nel recente test di Sepang, dove Pecco ha siglato una simulazione Sprint giudicata "incoraggiante". Solamente Alex Márquez migliore di Bagnaia sul passo gara, in casa Ducati. Questa è stata la sintesi dei test malesi.
marquez spinge
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Dal canto suo, il rientrante Marc Márquez ha preferito concentrare il proprio lavoro con un approccio decisamente progressivo e metodico. A Sepang, durante la mattinata della prima giornata di test, Marc ha espressamente chiesto al proprio team di poter gestire la sessione in modo autonomo, concentrandosi sul proprio corpo piuttosto che sul programma predefinito. Il nove volte campione del mondo ha girato con l'obiettivo di riprendere confidenza con la Desmosedici e ritrovare la giusta ergonomia in sella. Tuttavia, nonostante questo approccio cauto, Marquez nel pomeriggio ha chiuso la prima giornata di test con il miglior crono di 1'57"018. Un tempo decisamente in linea con la pole position di 1'57"00 ottenuta da Bagnaia a fine ottobre. Inoltre, come raccontato dallo stesso fuoriclasse di Cervera, più che sul ritmo gara - che per lui deve essere ritrovato di pari passo con il progresso verso una condizione fisica ottimale - il layout di pista di Sepang gli ha offerto la possibilità di valutare quel comportamento e quelle sensazioni in sella che potrebbero riprodursi su differenti tipologie di curve presenti nei vari circuiti del mondiale. In sintesi, l'indicazione che giunge ai principali avversari del campione del mondo è eloquente. Marc Márquez, come già a Sepang, anche nei prossimi test di Buriram ha intenzione di lavorare sulla prospettiva di come il pacchetto tecnico potrà funzionare sull'arco delle 22 gare di campionato. Il campione del mondo in carica costruisce il ritmo gara nei weekend delle corse.
futuro bagnaia incerto
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Del resto, in Ducati ne sono consapevoli: l'insieme di step evolutivi che hanno dato vita alla Gp26 è nato dalla Gp25 che Marc Márquez ha fatto progredire gara dopo gara nel 2025, dominando la stagione. Il tutto, nonostante alcune notizie contrastanti riguardanti le scelte di moto adottate dai team satellite per la stagione 2026. Nel prossimo campionato MotoGP il team Vr46 pare intenzionato a rinunciare alla Desmosedici Gp25. Una mossa forse azzardata e rischiosa, visto che Franco Morbidelli già l'anno scorso ha ottenuto scarsi risultati con la Gp24. A meno che a Borgo Panigale non abbiano valutato una moto 2024 con aggiornamenti in versione 2025. Dopo le difficoltà riscontrate nel box Vr46 da Fabio Di Giannantonio, che ha gareggiato con la moto ufficiale, e dallo stesso Pecco Bagnaia, il team di Tavullia avrebbe deciso di non scommettere sulla Gp25. Sul fronte piloti, la Ducati continuerà a puntare su Marc Márquez e sulla linea tecnica tracciata con lui durante la scorsa stagione. Per Bagnaia, a dispetto di una fiducia che pare ritrovata, serviranno conferme certificate dall'andamento dei weekend di gara veri e propri, prima di sancire una vera e propria rinascita sportiva. E nonostante i primi segnali positivi in pista, il futuro di Bagnaia in Ducati resta avvolto nell'incertezza. Il progetto della squadra ufficiale sembra infatti orientato verso una coppia composta da Marc Marquez e Pedro Acosta per il 2027, scenario che alimenta ulteriormente le voci su un possibile addio del due volte iridato MotoGP con un suo possibile approdo in Yamaha Factory nella prossima stagione, più che in Aprilia.
marquez, rinnovo vicino
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Sul fronte Marc Marquez il rinnovo con Ducati pare imminente, anche se vanno definite con precisione alcune formule riguardanti non tanto l'aspetto economico, ma soprattutto la possibile durata del nuovo contratto. Ducati sembra intenzionata a proporre un biennale, mentre il numero 93 parrebbe più orientato a una formula "1+1", ovvero un anno di rinnovo con opzione sulla stagione successiva. In ogni caso, la permanenza del nove volte campione del mondo in vista del 2027 non pare essere in discussione, nonostante i tentativi estremi di inserimento di Honda che vorrebbe convincere Marquez a ritornare con un'offerta "monstre" per un biennale con ingaggio superiore ai 20 milioni di euro. A Borgo Panigale l'attesa pare essere arrivata al capolinea. Come ha dichiarato anche il direttore sportivo, marketing e di comunicazione di Ducati, Mauro Grassilli: "Siamo molto vicini. Mancano ancora piccoli dettagli, ma sinceramente siamo molto prossimi alla firma con Marc. Tuttavia non è ancora tutto definito. Speriamo di farlo prima della prima gara".












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