La 19enne della Pennsylvania ha testato la moto di Marquez a Misano: "È stata un'esperienza assolutamente incredibile: è davvero un sogno che si è avverato"
Le avevano detto che non ce l’avrebbe fatta. “Because I was a girl”, perché ero una solo ragazza. E invece guardatela lì Kayla Yaakov, 19 anni, da Gettysburg, Pennsylvania, mentre doma una furia da MotoGp. E non una qualsiasi, quella di Marc Marquez, il Cannibale. Ragazze, prendete nota. A Kayla dicevano che era troppo piccola, troppo dolce, troppo ragazza, e le moto mica sono uno sport per signorine. Basta con gli stereotipi. A dire il vero pure il padre, Dave, ex pilota, ci aveva provato fino all’ultimo a dirle di no: Kayla scegli le quattro ruote, le diceva. Ma lei ha tenuto il punto, è così che si raggiungono i sogni. “Non voglio sembrare di parte, ma le due ruote sono un po’ più fighe. Ho sempre amato le motociclette”. L’amore, quello vero, premia sempre. Infatti Kayla, a Misano, sulla pista che ha appena ospitato il ritrovo mondiale dei ducatisti, ha avuto modo di abbattere un altro tabù. "La mia prima volta in sella a una MotoGP è stata un'esperienza assolutamente incredibile", ha scritto Yaakov in un post su Instagram. E ancora: “Sono la prima donna a guidare questa moto, è davvero un sogno che si è avverato. Io a 5 anni sarei stata così felice”.
una pepita
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Qualche settimana fa il New York Times le ha dedicato uno spazio piuttosto significativo. Titolava così: “Vi presentiamo Kayla Yaakov: ha 19 anni e potrebbe essere il prossimo 'volto del motociclismo sportivo'”. Si sa, gli americani esagerano sempre. Ma nel caso di questa ragazza non è poi così strano. Graham Rahal, il comproprietario del team Rahal Ducati Moto, ogni volta che parla di Kayla sente di aver trovato una pepita: “E’ una stella nascente. Può essere il volto del motociclismo sportivo per i prossimi 15 anni, senza problemi”. Lo sport è conquista di spazi e possibilità. Ma ci sono cose che faticano a venire giù, anche se nel 2026 fa un po’ sorridere. Il motorsport per fortuna non è più quel cortile in cui un gruppetto di ragazzi si sfida a chi gira più veloce. O meglio: lo è, ma c’è poi ci sono storie come quella di Kayla. Danica Patrick oggi ha 44 anni, ma è stata la prima donna a guidare un giro nella 500 Miglia di Indianapolis, detiene il record per il miglior piazzamento (terzo posto) di una donna nella gara più prestigiosa ed è l'unica donna ad aver mai vinto una gara IndyCar. Ispirazione: è questa la parola. E Kayla sta facendo lo stesso: "Sono davvero onorata. Sono fortunata a trovarmi in una posizione in cui posso farlo per gli altri, e magari posso essere un faro per le donne là fuori, per dire loro: ‘Ehi, potete farcela, e c'è un modo per farlo’”.
mai sorriso così tanto
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I giri sul circuito di Misano non sono uno spettacolino, ma il senso di un cambiamento. Lei corre per il team di cui sono comproprietari l'ex pilota della MotoGP Ben Spies e il sei volte vincitore di IndyCar Graham Rahal, che schiera le Ducati Panigale V2 nella categoria Supersport. Questo legame con Ducati ha dato i suoi frutti all'inizio di quest'anno con la prestazione a Daytona, e ancora quando Yaakov ha potuto provare la moto con il 93 incollato sopra, il numero di Marquez. La GP26. E poi la Panigale che domina in Superbike con Nicolò Bulega. "Non ho mai sorriso così tanto in sella a una moto come quando ho guidato questa meraviglia. Grazie a ognuno di noi che ha reso possibile questa esperienza, a tutti coloro che mi hanno sostenuto e mi hanno permesso di raggiungere questi risultati con Ducati, e a chi ha creduto in me lungo il percorso”, ha scritto ancora sui social. Un ringraziamento speciale a Ben Spies, “niente di ciò che sono riuscita a fare in questa stagione sarebbe stato possibile senza di te”. I due sono poi andati a mangiare un gelato, quella cosa che quando sei in Italia ti fa bene al cuore. Ducati, per la festa dei suoi 100 anni, non ha solo offerto il meglio del meglio ai suoi fan (i ducatisti, una categoria a parte). Ma ha messo in campo anche il domani. "Desidero inoltre ringraziare PJ Jacobsen e Casey Stoner per essermi stati vicini e avermi supportato durante tutta questa esperienza. Giornate come questa mi fanno capire quanto sono grata di essere circondata dalle persone e dagli atleti migliori del mondo”, ha detto ancora Kayla.
chitarra e dischi in vinile
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Yaakov non corre nella massima categoria del Moto America, la Superbike, ma nella seconda divisione, la Supersport, che vede protagonisti i talenti emergenti di questo sport. Ma il talento è così alto che non ci sono limiti. Certo, lei minimizza. Dice di essere solo una adolescente. Nata in Virginia, è cresciuta nella Pennsylvania orientale e si è diplomata con lode alla Gettysburg Area High School. E’ una musicista, suona la chitarra elettrica e acustica, il basso e il sassofono. Ah, ama collezionare dischi in vinile e le piace andare ai parchi divertimento con amici e familiari. Non è vero che ama il pericolo, è solo che le moto le fanno brillare gli occhi. Vedere un post su Instagram in cui la piccola Kayla di pochi anni guarda già le due ruote con un certo sentimento. Si è rotta entrambi i polsi, ha subito fratture alle costole e innumerevoli infortuni alle gambe e alle ginocchia, tra cui diverse lesioni al legamento crociato anteriore. "Ovviamente, a volte gli arti si fanno un po' male", ha detto Yaakov al NYT. "Succede, ma fa parte del gioco: molte di queste cose sono solo fratture e si può tornare in sella abbastanza presto”.
L’amore per le due ruote Kayla lo ha coltivato in fretta. Lo ha raccontato lei: “Me ne sono innamorata perdutamente. Ho iniziato a partecipare a tutte le gare amatoriali possibili, gareggiando contro gli adulti fin da giovanissima. Ho un sacco di foto che ora sono davvero divertenti, di me a 7 o 8 anni con uomini di 40 anni in piedi accanto a me. E’ stato fantastico”. Non c’è bisogno di tornare indietro nel tempo, l’era di Maria Teresa de Filippis (la prima donna pilota italiana su quattro ruote) è passata da un pezzo. Oggi la Formula 1 ha le Academy, ci sono ragazze che vanno veloce. E altrettante se ne vedono nei posti di comando (ingegneri donna). Ma serve ancora rimarcare la necessità di vedere più donne nel motorsport. Semplicemente perché le percentuali sono ancora sbilanciate. Kayla, in questo senso, diventa un simbolo. E una speranza. Negli Usa, addetti ai lavori e giornalisti sostengono che la crescita di questa ragazza è evidente. Al punto che esiste una possibilità concreta che possa diventare la prima donna a vincere una gara nel campionato MotoAmerica. Il sogno di Kayla, però, è quello di approdare un giorno in MotoGP. Un primo passo è stato fatto. Secondo voi, ha intenzione di fermarsi? "Sono estremamente competitiva. Prima di tutto sono un’appassionata di corse. Mi sono innamorata delle corse e fin dal primo giorno sapevo di voler vincere, di voler diventare una campionessa. Non ho mai smesso di pensarla così. E faccio tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo”.









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