Il brasiliano non svolta, “reintegro” più lontano. Intanto, il mercato bianconero si scalda
Certi treni passano una volta sola, ma se quello bianconero ti riapre le porte a due anni dalla prima volta, il consiglio più saggio è quello di saltarci sopra senza neanche pensarci troppo. Dopo le fatiche del 2024-2025 targate Thiago Motta e Igor Tudor, questa volta è stato Luciano Spalletti a fermare la locomotiva dell’alta velocità alla fermata di Douglas Luiz, ma, a quanto si può dedurre dalle prime due amichevoli estive della Signora, il brasiliano pare più pronto a un treno regionale. Insomma, così è molto dura fare breccia nel cuore dell’ex commissario tecnico, che subito dopo la fine della scorsa stagione si era speso con l’allora amministratore delegato Damien Comolli per concedere una seconda possibilità al centrocampista. La qualità dei suoi piedi è indiscussa, dopo tutto, ed è pure vero che in cabina di regia calciatori di quel livello costano davvero tanto in sede di calciomercato. La traiettoria delle prime due uscite estive, però, sembra appunto indicare un mesto ritorno al passato, quello in cui la scintilla tra Douglas Luiz e la Signora non è mai scattata.
Ieri come oggi
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Nel luglio 2024 il brasiliano era arrivato a Torino con un pedigree da possibile fenomeno: una stagione incredibile a Birmingham e 50 milioni di euro sborsati per vestirlo di bianco e nero. Non ha funzionato. Da una parte una raffica di infortuni che mai lo avevano colpito prima in carriera - i suoi precedenti vantavano un’invidiabile integrità fisica - e dall’altra un approccio al calcio fin troppo compassato. Se contro Basilea e Standard Liegi di certo ci si può appellare alle gambe pesanti da inizio preparazione atletica, la somiglianza con il linguaggio del corpo della sua prima stagione in bianconero può essere preoccupante. Di più, l’occasione era pure propizia: con Teun Koopmeiners e Weston McKennie convocati in ritardo per permetter loro di riposare dopo il Mondiale, Douglas Luiz si è trovato senza concorrenza in un reparto condiviso con il capitano Manuel Locatelli, l’esubero Arthur Melo e il giovanissimo Augusto Owusu. Pur da doppio titolare, però, il brasiliano ha continuato a dare l’impressione di “correre sulle uova” senza mai aggredire partita e avversari. Spalletti chiede sì qualità e impostazione, ma con più coraggio e voglia di essere protagonisti.
Il futuro
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Ora il gioco si fa duro. C’è meno tempo e spazio per convincere allenatore e club e soprattutto c’è evidentemente da cambiare un’indole compassata che spinge Douglas Luiz a giocare a ritmi bassi. I prestiti poco brillanti della scorsa stagione al Nottingham Forest e all’Aston Villa hanno persuaso molti club inglesi che è difficile ritrovare il brasiliano splendente del 2023-2024, quindi anche rimetterlo sul mercato non assicura una destinazione immediata, tutt’altro: sembrerebbe prospettarsi al massimo un ulteriore prestito senza obblighi di riscatto. Un epilogo che non serve a nessuno.
Giorni roventi
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Con l’avvicinarsi della tournée tra Hong Kong e Australia occidentale, la dirigenza bianconera sta cercando di accelerare sui tavoli già apparecchiati per rimpolpare il gruppo di lavoro di Spalletti che soltanto a metà settimana ritroverà la maggior parte dei calciatori che hanno preso parte al Mondiale in America del Nord. In particolare, le prossime ore sono attese come decisive per Randal Kolo Muani: si aspetta la risposta del Paris Saint-Germain sul prestito oneroso ideato alla Continassa. L’a.d. bianconero Giovanni Carnevali sta lavorando duramente al dossier della punta francese ormai da settimane e l’obiettivo è convincere i bi-campioni d’Europa ad accettare la formula con diritto di riscatto e obbligo condizionato alla qualificazione a una coppa europea. Joshua Zirkzee del Manchester United resta poi il candidato principale come secondo colpo offensivo - ad agosto -, più defilato per ora Mateo Pellegrino del Parma, costoso.










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