Dl lavoro: relatori, incentivi anche a contratti minori se equivalenti. Ira di Landini

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Arriva la definizione del trattamento economico complessivo per il salario giusto, inserendo sullo stesso piano voci retributive e welfare aziendale. Un emendamento dei relatori al dl lavoro stabilisce infatti che il trattamento "si compone di tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive e le indennità contrattuali fisse e continuative, nonché le prestazioni di welfare contrattuale riconosciute alla generalità dei dipendenti", escludendo invece le voci retributive discrezionali e variabili riconosciute ai singoli lavoratori.

Allo stesso tempo l'emendamento prevede che i contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali meno rappresentative ma che assicurano un trattamento economico complessivo "equivalente" a quello definito nella nuova norma hanno comunque accesso agli incentivi per le assunzioni con il salario giusto.

"L'emendamento del Governo al DL 1° maggio entra a gamba tesa sulle regole del sistema contrattuale sottraendo alle parti sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative il compito di definire il trattamento economico complessivo", lo afferma in una nota il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

"Al contrario di quanto propagandato, - prosegue il leader della Cgil - si legittimano i contratti pirata poiché si mettono sullo stesso piano, rendendoli equivalenti e non distinguibili, retribuzione e welfare contrattuale. Una novità assoluta dal punto di vista legislativo che costituisce un ulteriore tentativo di mortificare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di decidere sulla propria rappresentanza e sui contratti collettivi di lavoro che vengono loro applicati".
   

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