Gli industriali under40: 'Giovani bloccati. Tagliare l'Irpef per 5 anni'

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Gli industriali under 40 chiedono un Paese dove "i giovani non aspettano in panchina". Giovani che oggi "sono arrabbiati, bloccati", giovani che il Paese "sta perdendo". La leader dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Maria Anghileri, dal convegno di Rapallo, occasione di confronto con i leader dei partiti, chiede quindi di "restituire ai giovani la fiducia nella prospettiva del proprio futuro", di ricostruire "una promessa di futuro" che "in Italia si è incrinata".

Si rivolge a "tutte le forze politiche", chiede "un impegno concreto" ora che "sta iniziando una lunga campagna elettorale: fare le riforme che servono per far ripartire la crescita in Italia". Industriale dell'acciaio, Maria Anghileri interpreta il clima tra i giovani industriali e si rivolge alla politica guardando alle elezioni: "Credo che sia chiaro, ormai, che il Paese non va. Non va perché non cresciamo".

E lancia una "proposta forte", "concreta", un "salario competitivo per i giovani" under 35: "Fino a mille euro in più al mese nel primo anno di lavoro. Cambiano la vita. Il meccanismo è un'esenzione Irpef decrescente su cinque anni, fino a 50mila euro di reddito: dal 100% nel primo anno al 20% nel quinto". E' una sfida alla politica: "Ora ci serve trovare chi abbia il coraggio di attuarla".

C'è un problema di costi? "E' un investimento per il futuro". Va affrontato il nodo dei salari bassi per i giovani ("Lo Stato, per primo, non paga a sufficienza i suoi lavoratori"). "Dobbiamo detassare chi investe in start-up, per cinque anni, affinché i giovani possano consolidare la loro iniziativa d'impresa", dice dallo stesso palco il vicepremier Antonio Tajani. La proposta dei giovani industriali rilancia quella "lanciata alla Leopolda chiamandola start-tax", rivendica il leader di Italia Viva Matteo Renzi che dice: "E' una proposta che ha un senso e su cui si può ragionare".

Anche la segretaria del pd, Elly Schlein, richiama "la start-tax proposta dall'alleanza progressista" e condivide la proposta degli imprenditori, proponendo anche "un fondo per aiutare le start-up dei giovani" nelle aree interne dove serve più sostegno. I giovani industriali chiedono anche di "facilitare la creazione di nuova impresa in Italia", con due proposte": "una borsa per l'imprenditorialità, ispirata alle borse di dottorato, il cui unico fine sia la nascita di una nuova impresa innovativa", ed "un portale unico, un'unica interfaccia digitale che integri in un solo punto l'avvio d'impresa, l'accesso agli incentivi e le garanzie".

E in vista della tornata elettorale sollecitano il voto a distanza per i 5 milioni di fuorisede per motivi di studio, lavoro o salute: "Basta rimandare". Il quadro dell'economia preoccupa: "Dalle spalle delle piccole, medie e grandi imprese va tolto il peso delle inefficienze di sistema - fisco, burocrazia e costo dell'energia - affinché liberino spazio per aumentare ancora gli investimenti, l'innovazione, la produttività e quindi i salari", avverte ancora Maria Anghileri: "Lo Stato deve togliere il giogo che ci ha messo sulla schiena, a noi e ai nostri dipendenti": è ingiustificabile, aggiunge, continuare a farne "una miniera da cui estrarre l'80% del gettito fiscale".

E serve una spending review, ci sono "storture del sistema" che vanno "riequilibrate": Anghileri ricorda che "su oltre 1.100 miliardi di spesa pubblica, solo 99 miliardi sono stati destinati a istruzione, ricerca e sviluppo. 33 al sostegno delle giovani famiglie e alla natalità. Dall'altra parte, quasi 400 miliardi sono stati assorbiti dalla spesa previdenziale e assistenziale. In Italia il rapporto fra passato e futuro è di quasi 3 a 1. Non è più accettabile. Deve diventare 1 a 3, a favore dei giovani". Servono "scelte scomode".

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