Dipendenza da sigaretta elettronica? Ora si può smettere con una pillola

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I ricercatori statunitensi hanno verificato l'efficacia della vareniclina contro la dipendenza da sigaretta elettronica

Daniele Particelli

29 agosto - 12:02 - MILANO

Le sigarette elettroniche sono diventate una presenza costante nella nostra quotidianità, soprattutto tra i più giovani. Inizialmente promosse come alternativa meno dannosa al tabacco, questi dispositivi sono riusciti a conquistare oltre 1,3 milioni di utilizzatori solo in Italia in una manciata di anni, ma in molti casi chi è passato a questi dispositivi non ha fatto altro che sostituire una dipendenza con un'altra. A creare la dipendenza, infatti, è la nicotina contenuta sia nelle sigarette tradizionali che in quelle elettroniche. Ne consegue che chi ha scelto di provare la sigaretta elettronica nel tentativo di smettere di fumare non è riuscito nell'intento e per questo la ricerca scientifica ha iniziato a cercare di capire se i farmaci considerati efficaci per dire addio alle sigarette tradizionali, come la vareniclina, possano rivelarsi adatti anche per la dipendenza da sigaretta elettronica.

Dipendenza da sigaretta elettronica? Ora si può smettere con una pillola

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La risposta arriva da uno studio condotto dai ricercatori del Mass General Brigham, il più grande centro di ricerca ospedaliera degli Stati Uniti: la vareniclina si è mostrata efficace anche contro l'uso delle sigarette elettroniche.

Sigarette elettroniche e vareniclina. Lo studio

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Lo studio statunitense è stato condotto per 24 settimane, coinvolgendo 261 giovani tra i 16 e i 25 anni, tutti utilizzatori di sigarette elettroniche con nicotina per almeno cinque volte alla settimana nei tre mesi precedenti allo studio. I partecipanti hanno dichiarato di voler smettere di usare la sigaretta elettronica o di ridurne l’uso entro il mese successivo, ma anche di non essere fumatori abituali di tabacco e di presentare segni di dipendenza da nicotina, misurata tramite analisi della saliva e test di laboratorio.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: il primo ha ricevuto un trattamento di 12 settimane con vareniclina, 1 mg due volte al giorno, mentre il secondo ha assunto un placebo identico. Tutti, invece, hanno ricevuto supporto psicologico settimanale.

I risultati dello studio sono parlano chiaro: il 51% dei partecipanti che hanno assunto la vareniclina, un farmaco che agisce a livello cerebrale, interferendo con i recettori della nicotina e riducendo così il piacere associato allo svapo e attenuando il desiderio incontrollabile di nicotina, ha smesso di svapare per almeno quattro settimane, contro il 14% del gruppo placebo.

Anche a 24 settimane di distanza il tasso di astinenza è rimasto più elevato nel gruppo trattato con il farmaco, un'ulteriore conferma dell’efficacia della terapia anche nel medio termine. Come già constatato da altri studi sulla vareniclina, gli effetti collaterali registrati dai partecipanti allo studio – nausea, insonnia e sogni vividi – sono risultati in linea con quelli già noti.

La dottoressa Eden Evins, direttrice del Center for Addiction Medicine del Massachusetts General Hospital e prima autrice dello studio, ha sottolineato come questi risultati siano particolarmente importanti per i giovani, la categoria ad oggi più a rischio di sviluppare dipendenze da altre sostanze.

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