Dilemma Ronaldo: il Portogallo è più forte con o senza di lui? I pro e i contro di avere CR7 in campo

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Nonostante l'età avanzata, CR7 è ancora un leader: nei momenti decisivi ha sempre risposto presente e se non segna lui la nazionale di Martinez fatica. Di contro c'è la suggestione che esercita sui compagni (e sullo stesso ct) e la sua poca mobilità offensiva

Può darsi che la Spagna metta fine a qualsiasi discorso, anzi è più che probabile, perché questo Portogallo, con o senza Ronaldo, non è all’altezza della Roja che ha ritrovato la combinazione tra possesso, palleggio e accelerazioni improvvise, per di più con Lamal Yamine ancora al massimo. Ma intanto CR7 è ancora qui, agli ottavi, dopo aver eliminato l’altro “monumento” Modric, segnato il rigore del pari alla Croazia e inscenato una mini-contestazione inevitabile al momento della sostituzione, delitto di (personalissima) lesa maestà. Domanda scontata: Portogallo meglio con o senza CR7?

PERCHÉ SÌ

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E come si fa a togliere Ronaldo? Può darsi che il ct Martinez, come i predecessori, come tutti gli allenatori dei club, abbia un po’ di soggezione verso il più grande goleador, almeno questo glielo possiamo riconoscere, di sempre. Però sembra che anche la squadra abbia bisogno di lui: almeno a parole i compagni lo stimano e non ci sono state fronde o frecciate, soltanto frasi interpretate male per creare polemiche inesistenti. E poi Ronaldo non ha perso del tutto il tocco magico. Il rigore l’ha segnato, non benissimo, perché il pallone era molto centrale, però l’ha segnato. In quel momento ci voleva una freddezza non comune dal dischetto, un errore e ventitré anni di nazionale gli sarebbero crollati addosso. Prima aveva anche fatto gol su azione: in fuorigioco di pochissimo, comunque stop e appoggio a saltare il portiere non sono stati da poco. Nella classifica cannonieri è a quota tre, sembra che nel Portogallo se non segna lui… Resta un leader, un trascinatore, sta sicuramente crescendo e il rischio, sbarazzandosi di lui, è che i compagni perdano il riferimento. Un attaccante accanto, alla Benzema, come Ramos, gli farebbe bene. Il paradosso è che adesso lui vuole fare solo il centravanti mentre, quando andò alla Juve, rifiutò sdegnosamente la proposta intelligente di Sarri che voleva metterlo al centro dell’area. Sosteniamo da sempre che quel rifiuto sia stato un errore, forse se n’è accorto anche lui.

PERCHÉ NO

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Basta con Ronaldo perché in fondo tutti, anche i sostenitori più accaniti, sono sfiorati dal sospetto che la sua presenza stia frenando il Portogallo. In un modo o nell’altro anche i compagni sono in soggezione, non soltanto il ct. Devono cercare lui, devono passargli la palla per ricevere un appoggio di due metri che però serve a farlo sentire “vivo”, e in fase di copertura devono giocare come se fossero in dieci perché CR7 non ci pensa proprio a rientrare. Sa bene che le energie sono al limite e uno scatto in più all’indietro potrebbe comprometterne uno in porta. Può darsi che, liberi dalla sua presenza un po’ oppressiva, i portoghesi abbiano una reazione d’orgoglio e moltiplichino le forze: un effetto che nessuno conosce perché è dal 2003 che nessuno si pone il problema di come fare senza Ronaldo. La mobilità ridotta in area obbliga a costruire tutto in funzione sua, mentre Gonçalo Ramos ha dimostrato che fisico e agilità possono creare più problemi a una difesa non impeccabile come quella croata. Di sicuro contro la Spagna sarà molto più difficile. Gli spagnoli si difendono tenendo palla, praticamente nessuno riesce a tirare verso Simon, o quasi, e pensare di superare il turno solo difendendosi e aspettando i rigori sarebbe perdere in partenza. Ronaldo tra Cubarsì e Laporte avrebbe poche chance oggi, Ramos sembra più attrezzato. A meno che, ripetiamo, il Portogallo non passi alla coppia da gol…

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