Deman, il primo eroe del Fiandre che fece la spia e ingannò anche la morte

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Il primo ciclista della storia a vincere Fiandre e Roubaix da ragazzo lavorava in una fabbrica di tappeti, sperando in un futuro migliore. Un operaio gli suggerì di provare con il ciclismo e lui scoprì di essere forte. Poi scoppiò la guerra e diventò una spia, rischiò due volte il plotone di esecuzione, prima del trionfale ritorno alle corse

Alessandra Giardini

Collaboratore

4 aprile 2026 (modifica alle 19:21) - MILANO

Nelle Fiandre hanno sempre avuto il vezzo di dare ai figli nomi altisonanti e complicati che poi non sanno ricordare, né pronunciare. Questo figlio lo battezzarono Polydore Joseph Deman, ma per tutta la sua vita avventurosa lo chiamarono semplicemente Pol. Che poi lo troviate nei libri di storia e negli albi d’oro del ciclismo come Paul è un’altra faccenda: trascrizioni frettolose, e lui comunque non protestò mai. Era nato belga, ma a meno di 500 metri dal confine con la Francia: per la sua posizione Menen è stata nei secoli la città più assediata delle Fiandre, e più volte ha cambiato bandiera. È complicata la vita di confine. Nel 2013 si riparlò di Menen per una bizzarra iniziativa di una sindaca di centrodestra, Martine Fournier, che vietò ai dipendenti pubblici di parlare francese con i francofoni. Spiegò che se proprio non si capivano in fiammingo, potevano sempre usare il linguaggio dei segni. Ma questo è successo un secolo dopo Pol Deman. E a noi interessa lui.

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