Dedagroup lancia Ess-AI Framework, pensato per presidiare l'intera filiera dell'Ia

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Dedagroup (Deda) lancia ESS-AI Framework (European Secure&Sovereign AI), interamente localizzato in Italia e pensato per presidiare l'intera filiera dell'intelligenza artificiale. Il Gruppo è tra i pochi operatori italiani in grado di governare l'intera catena: dall'infrastruttura fisica alla gestione del dato, dai modelli linguistici proprietari alle applicazioni verticali di settore, fino alla formazione delle persone che con l'intelligenza artificiale devono lavorare ogni giorno. L'idea è che, per le aziende, pubbliche o private che siano, proteggere la propria capacità competitiva non significa isolarsi dietro al concetto di sovranità del dato ma aprirsi affidando alla responsabilità umana la "sovranità del rischio".
    Al cuore di questa filiera c'è il più grande knowledge graph italiano di Istella: oltre 6 miliardi di pagine web indicizzate, una "mappa della conoscenza" che permette all'Ia non solo di comprendere le informazioni, ma di utilizzarle con una precisione contestuale irraggiungibile dai modelli generalisti di grandi piattaforme globali. Su questa base vengono sviluppati i modelli linguistici Lllm e i Corporate Slm di Istella, addestrati su dati italiani e adattabili ai domini applicativi specifici di ciascun cliente. L'infrastruttura che abilita questa capacità di calcolo ed elaborazione è Intacture, il data center da poco inaugurato in Trentino, che vede Deda tra i soci fondatori privati. A presidiare lo sviluppo delle soluzioni applicative è l'AI Innovation Center di Deda, il polo di competenze avanzate del Gruppo. In questo ambito si inseriscono anche soluzioni di data intelligence già operative, come Unica Wealth Solutions per il settore bancario ed Emira per quello energetico. A queste si affiancano altre piattaforme proprietarie.
    "In Deda siamo convinti che la partita più importante di questa nuova era digitale si giochi proprio nella capacità per ciascuna organizzazione di definire la propria sovranità del rischio, modulata in base alla sensibilità delle informazioni, al contesto d'uso e al livello di fiducia tra i soggetti coinvolti. Ogni organizzazione conserva il controllo su ciò che conta davvero, e cede solo quello che è necessario — e sicuro — cedere. Un passaggio che può e deve stare nelle mani e menti delle persone, che devono continuare a guidare e a governare la tecnologia", sottolinea Marco Podini, ceo e presidente esecutivo di Dedagroup.
   

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