Dalla papera di Radu al gol di Pio contro il Lecce: l'Inter sfata il tabù recuperi

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Ad aprile 2022 l'errore del portiere rumeno a Bologna costò ai nerazzurri punti pesanti e lo scudetto. E l'anno scorso, sempre al Dall'Ara, fu un 2-2 amaro. Ieri invece la squadra di Chivu ha superato l'ostacolo

Francesco Pietrella

Giornalista

15 gennaio - 11:42 - MILANO

Qualche tifoso nerazzurro ci avrà pensato di sicuro, magari dopo aver visto scoccare il 75° minuto sul tabellone ancora sullo 0-0: “Maledetti recuperi, ora finisce di nuovo come col Bologna”. Una sconfitta dolorosa e un 2-2 amaro. E invece no, perché Pio Esposito da Castellammare, rione Cicerone, professione centravanti, ha scardinato le porte di Fort Lecce al 78' sfatando un triste tabù, ovvero quello di un’Inter che non riesce a vincere le partite da recuperare.

fatal bologna

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Negli ultimi anni era già successo due volte, tutte col Bologna: la prima, aprile 2022, era costata uno scudetto a scapito del Milan. La seconda l’anno scorso invece, sempre con i rossoblù. Una partita giocata il 15 gennaio - destino, no? - per via della Supercoppa giocata a Riad. Come quest’anno. Stavolta l’Inter è riuscita a scacciare via i fantasmi e tirare su la testa. Del resto, anche la prima gara col Bologna era programmata a inizio anno. Il 6 gennaio 2022 l’Inter si palesò al Dall’Ara per giocare regolarmente. Scese in campo da sola alle 12.30 non avendo ricevuto comunicazioni dalla Lega. Il Bologna di Mihajlovic non si era presentato per via di un focolaio di Covid (otto casi). I nerazzurri avevano chiesto il 3-0 a tavolino, poi respinto in tutti i gradi di giudizio. L’Inter rigiocò la sfida il 27 aprile e perse 2-1. Decisiva la papera di Radu, schierato al posto di Handanovic, sul gol di Sansone. Nonostante quattro vittorie di fila nelle ultime quattro, lo scudetto andò al Milan.

un'altra inter

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L’Inter aveva steccato anche il recupero dell’anno scorso: il 15 gennaio pareggiò 2-2 contro i rossoblù, capaci di rimontare con Holm a mezz’ora dalla fine. Dopo un anno è cambiato tutto, c’è un’altra Inter e anche un altro allenatore. Uno che dopo il gol di Pio ha fatto una corsa di trenta metri per abbracciare i suoi e saltare sopra ai giocatori sotto la curva. Il tabù è stato sfatato. E dalla notte tra il 14 e il 15 gennaio, esattamente 365 giorni dopo quell'ultimo 2-2, l’Inter è campione d’inverno. Le statistiche dicono che l’80% delle volte chi ci riesce poi vince lo scudetto. L’Inter incrocia le dita.

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