Dalla community Polisophia 'Il pendolo dell'algoritmo', sì a orientamento umano per IA

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(di Laura Valentini) RUBEN RAZZANTE (A CURA DI) 'IL PENDOLO DELL'ALGORITMO' (FRANCO ANGELI EDITORE, PP 138, 20 EURO) - E' dedicato agli scenari dell'Intelligenza Artificiale con il titolo "Il pendolo dell'algoritmo" il Rapporto 2025-2026 dedicato a attività e saperi condivisi di Polisophia, Community per l'Innovazione Responsabile fondata da Ruben Razzante. Nata come una rete dinamica che supera la logica del tradizionale think tank per ambire a diventare un vero catalizzatore di sensibilità e competenze aperto al contributo della comunità accademica e scientifica, la Community nata ad opera di Razzante, docente di Diritto dell'informazione all'Università Cattolica di Milano, con questo primo Rapporto annuale offre una lettura corale che attraverso ambiti diversi - dalla finanza alla sanità, dal diritto alla filosofia, fino all'educazione, la sostenibilità e le risorse umane - restituisce la complessità di una trasformazione che è tecnologica ma anche profondamente culturale. L'Intelligenza Artificiale (IA) è il grande pendolo del nostro tempo: oscilla tra promesse straordinarie e minacce insidiose, tra l'essere un motore di efficienza e il convertirsi in una frontiera deflagrante. Come dobbiamo vivere questa oscillazione? "Il pendolo dell'algoritmo" ospita così le risposte al quesito in forma di contributi di esponenti del mondo istituzionale, accademico e imprenditoriale, tutti membri della Community, che delineano complessivamente un messaggio chiaro, ovvero che l'Intelligenza Artificiale non è soltanto una tecnologia da adottare ma un fenomeno da governare con metodo, etica e visione. Soltanto in questo modo, è sostanzialmente la conclusione, il pendolo dell'algoritmo resterà orientato verso la dignità e la libertà dell'essere umano.
    Nella prefazione, il presidente di Assolombarda Alvise Biffi sottolinea come l'innovazione responsabile non sia un principio astratto, ma una pratica che si costruisce nel tempo attraverso il confronto, la sperimentazione e l'assunzione di responsabilità. E' poi Razzante, nell'introduzione ai vari contributi di cui è composto il Rapporto, a evidenziare che innovare responsabilmente significa scegliere con consapevolezza cosa trasformare, custodire ciò che merita continuità e superare ciò che non è più funzionale, riaffermando la centralità della persona nel progresso tecnologico. Marcello Cattani Presidente Farmindustria richiama la necessità che lo sviluppo e l'utilizzo dell'Ia nel settore farmaceutico siano guidati da una solida cultura della responsabilità e da una costante supervisione umana, affinché la salute dei cittadini resti al centro del progresso scientifico. Sulla stessa linea anche se in un ambito diverso Marco Elio Rottigni Direttore generale dell'Abi che ricorda come nel mondo bancario innovare non significa accelerare senza controllo, ma governare con metodo e responsabilità, mantenendo un equilibrio tra fiducia, regolazione e competitività. Per il comparto del largo consumo, Vittorio Cino descrive l'Intelligenza Artificiale come un ponte tra la complessità dei processi interni e la semplicità dell'esperienza d'acquisto, capace di rafforzare trasparenza e relazione con il consumatore. Sul piano civico e culturale, Davide Zanon, presidente di Codici Lombardia, sottolinea come il pensiero critico emerga non come un lusso intellettuale ma piuttosto come una necessità esistenziale e politica, individuando nella cittadinanza consapevole il vero argine delle derive algoritmiche. Tra i contributi Sara Rubinelli, professoressa di Comunicazione della Salute e Vice-Decana della Facoltà di Scienze della Salute e Medicina dell'Università di Lucerna sottolinea che, anche nell'era dell'Intelligenza Artificiale, l'essere umano resta prima di tutto un soggetto morale: il vero progresso non si misura nella potenza delle tecnologie, ma nella capacità di orientarle responsabilmente al bene della persona e della società. Sul fronte del diritto, Antonio Albanese, ordinario di Diritto civile nella Facoltà di Giurisprudenza all'Università Cattolica di Milano evidenzia che innovare responsabilmente significa rafforzare le tutele giuridiche nell'era digitale.
    Attraverso il dialogo, il pensiero laterale e il confronto tra mondi e settori diversi, Polisophia si propone di orientare le traiettorie dell'innovazione responsabile, offrendo un supporto concreto alle imprese e ai decisori istituzionali nelle scelte relative alla regolamentazione e all'utilizzo consapevole delle tecnologie emergenti. Il progetto ha potuto avviarsi e consolidarsi grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo e Bancomat.
   

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