L'azienda aerospaziale conferma un’anomalia che ha generato decine di frammenti a 560 chilometri di quota, escludendo rischi per la ISS mentre prosegue il piano di espansione verso i data center orbitali
31 marzo 2026 | 13.57
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SpaceX ha registrato una interruzione definitiva delle comunicazioni con il satellite Starlink 34343 a seguito di un’anomalia tecnica non ancora specificata. La società di monitoraggio Leo Labs ha rilevato immediatamente decine di frammenti nelle vicinanze del dispositivo, confermando una frammentazione in orbita avvenuta a circa 560 chilometri di altezza. Nonostante l’evento, l'azienda ha diffuso una nota ufficiale per chiarire che i detriti prodotti non costituiscono un pericolo per la Stazione Spaziale Internazionale, per il suo equipaggio o per la prossima missione Artemis II della NASA. Il rientro atmosferico dei resti è previsto entro poche settimane, un fattore che dovrebbe limitare i rischi di collisioni a lungo termine.
L’episodio richiama un incidente analogo avvenuto lo scorso dicembre, quando un altro satellite della rete era andato distrutto in circostanze simili, appena una settimana dopo un passaggio ravvicinato con una sonda cinese. La criticità si inserisce in un contesto di crescente affollamento dell’orbita bassa terrestre, un’area in cui vengono attualmente tracciati oltre 24.000 oggetti. Di questi, circa 10.000 appartengono alla sola infrastruttura Starlink, sollevando interrogativi sulla gestione del traffico spaziale e sulla sostenibilità delle operazioni di lancio massive condotte dalla compagnia di Hawthorne.
In questo scenario, la presidente di SpaceX Gwynne Shotwell ha recentemente confermato l’intenzione di espandere drasticamente la presenza del gruppo nello spazio. L’azienda ha infatti richiesto alla FCC le licenze per l’impiego di un milione di satelliti dedicati all'intelligenza artificiale e alla creazione di data center orbitali. Questa strategia di crescita aggressiva si manifesta in un momento finanziario decisivo, mentre il gruppo si prepara a una quotazione in borsa dai volumi potenzialmente storici, cercando di bilanciare le ambizioni tecnologiche con le crescenti sfide operative legate alla sicurezza extratmosferica.
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