Dall'asteroide dei dinosauri un habitat favorevole alla vita

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L'asteroide responsabile dell'estinzione dei dinosauri avrebbe generato nel sottosuolo un ambiente idrotermale in grado di sostenere la vita per circa otto milioni di anni, quattro volte più a lungo delle stime precedenti. È quanto emerge dallo studio che ha analizzato i campioni prelevati dal cratere di Chicxulub, in Messico, integrandoli con modelli informatici degli effetti geologici prodotti dall'impatto che 66 milioni di anni fa ha dato origine al cratere. La ricerca, coordinata dall'Università di Glasgow e pubblicata sulla rivista Communications Earth & Environment, offre nuovi indizi sul ruolo dei sistemi idrotermali nello sviluppo della vita sulla Terra, fornendo indicazioni utili per la ricerca di vita su altri pianeti.

"I progressi nei metodi computazionali consentono di simulare sistemi naturali complessi con un livello di realismo senza precedenti, avvicinandoci sempre di più alla comprensione dei misteriosi processi fisici caotici che modellano la Terra e altri corpi planetari nel corso delle ere geologiche", dice il ricercatore Evangelos Christou. "Abbiamo sfruttato questi progressi per analizzare con un dettaglio mai raggiunto prima le complesse interazioni tra calore, composizione delle rocce e flusso dell'acqua innescate dall'impatto di Chicxulub. Questo ci ha permesso di studiare come i sistemi idrotermali si siano evoluti nel tempo e di determinare per quanto tempo siano rimasti attivi sotto il cratere".

 "Le rocce porose e fratturate generate dagli impatti creano microambienti in cui i microrganismi possono essere protetti dalle radiazioni e dalle temperature estreme", aggiunge la prima autrice dello studio, Annemarie E. Pickersgill. "Queste condizioni offrono alla vita l'opportunità di attecchire e prosperare, ed è probabilmente ciò che è accaduto sulla Terra miliardi di anni fa. Guardando al futuro dell'esplorazione spaziale, questi risultati potrebbero aiutare le prossime missioni dirette verso altri pianeti a individuare quali crateri da impatto abbiano avuto le maggiori probabilità di ospitare e sostenere la vita".

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