La sfida decisiva per il Mondiale
contro l'Italia sta richiamando bosniaci da tutto il mondo. Tra
loro ci sono Samel, 49 anni, e suo figlio Amel, in arrivo da
Chicago, negli Stati Uniti, dove Samel si trasferì nel 1994
durante la guerra. Per lui è un doppio ritorno a casa, visto che
sua madre vive nelle vicinanze di Zenica, dove si trova lo
stadio che ospiterà il match. "Ovviamente mi aspetto che
vinciamo - racconta, mentre sale sull'aereo che da Vienna lo
porterà a Sarajevo - ma l'Italia è una potenza calcistica da
tanto tempo. Sarà dura". Samel non considera quello contro il
Galles un miracolo, "la squadra è giovane e i giocatori sono in
grande ascesa".
Il video degli azzurri che esultano dopo i rigori non lo ha
visto, glielo hanno raccontato. Ma non è rimasto impressionato:
"È la competizione ed è un bene, fa uscire il meglio dei
giocatori in ogni sport". Inutile chiedergli quanto abbia speso,
per due biglietti aerei last minute dagli States a cui vanno
aggiunti quelli per assistere alla partita: "Non è importante, a
qualunque costo. E se vinciamo sarà perfino meglio".
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1 ora fa
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