Ecco come nasce la scalata del talento dell'Astana che, dopo i successi in Cina, conquista Veliko Tarnovo e regala alla sua nazione una nuova pagina di storia sportiva
Thomas Silva vince, vola in maglia rosa e fa esplodere di gioia l'Uruguay. Il Paese sudamericano entra per la prima volta nella storia della Corsa Rosa grazie a Guillermo Thomas Silva, che nella seconda frazione trova subito il successo sul traguardo di Veliko Tarnovo diventando il primo corridore uruguaiano a vincere una tappa del Giro. "Sono senza parole, devo ancora realizzare. C'è pure la mia famiglia qui, è un sogno che si realizza" dice a caldo Thomas. "Adesso mi godrò la maglia, spero di essere io a portarla in Italia".
il racconto del padre
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All'arrivo a Veliko Tarnovo, in terra bulgara, sventolano due bandiere dell’Uruguay: sì, quelle del papà Alvaro e il fratello Emiliano. Il padre, quasi incredulo, ci racconta di come suo figlio sia diventato ciclista grazie al papà della madre di Thomas, perché anche lui era andava in bici. "Ho il telefono che ribolle di messaggi" dice il padre, che tra un coro e l'altro al momento della cerimonia sul podio insieme all'altro figlio non ha voluto mancare a un momento storico per il ciclismo del Paese sudamericano. Silva, giovane corridore con spiccate qualità in salita, arriva al Giro dopo una stagione convincente. Nel 2026 ha conquistato la classifica generale del Tour of Hainan, vincendo anche due tappe, e si è messo in evidenza alla Tirreno-Adriatico con il quinto posto nella classifica giovani. È al suo primo anno con l’Astana, squadra dalla forte impronta italiana che può contare su corridori come Diego Ulissi, Christian Scaroni, Davide Ballerini e Alberto Bettiol. "Mezza vittoria è di Scaroni" ammette Silva, che ha sfruttato il grandissimo lavoro del bresciano che ha riportato il gruppo inseguitore su Pellizzari e Vingegaard, consentendo di fatto al ciclista uruguaiano di giocarsi il successo in volata. “Vado in bici da quando avevo cinque anni”, ha spiegato Silva. “Tra i 12 e i 13 anni avevo smesso per un periodo e avevo provato a giocare a calcio, ma sono tornato subito al ciclismo e non ho più smesso”. Parlando dei suoi riferimenti sportivi, Silva ha indicato nel calcio lo sport simbolo dell’Uruguay e in Luis Suárez uno dei suoi principali idoli. Nel ciclismo, invece, il suo modello è Wout Van Aert: “Mi piace molto e lo ammiro tanto. È un grande esempio”. Pur riconoscendo di avere caratteristiche molto diverse rispetto al campione belga, Silva ha confermato la propria predisposizione per la montagna: "Sono decisamente più uno scalatore". Si è visto oggi in Bulgaria, dove ha regalato un nuovo capitolo al romanzo rosa.









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