Dai traumi alle fratture ai denti: è boom di infortuni da monopattino elettrico

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Allarme degli ortopedici

Far west sulle strade e uso del casco col contagocce: dallo studio sugli incidenti trattati in due grandi ospedali romani l’alto impatto per sale operatorie, ricoveri e costi del Servizio sanitario nazionale

di Barbara Gobbi

14 aprile 2026

Traumi al volto, ai denti o lesioni neurochirurgiche in un caso su quattro. Visita ortopedica necessaria in otto casi su dieci e fratture per la metà dei pazienti: per lo più al polso, alla clavicola o all’omero ma anche a tibia, rotula e caviglia. E’ un vero e proprio bollettino di guerra urbana quello che emerge dal primo studio sugli incidenti da monopattino elettrico, condotto dagli ortopedici e traumatologi ospedalieri d’Italia (Otodi). Lo studio, focalizzato su Roma, parte dalla prima autorizzazione all’uso dei monopattini in sharing nel 2018 e arriva a coprire tutto il 2024, escludendo il 2025 per non alterare i dati con l’over tourism da Giubileo. Sotto la lente, gli esiti degli accessi nei Pronto soccorso di due grandi ospedali della capitale, il San Giovanni e il Policlinico Umberto I.

L’emergenza

I dati elaborati da Otodi, al netto delle dimissioni per escoriazioni e danni minori “chiuse” senza gravi conseguenze in Pronto soccorso, restituiscono il quadro allarmante di 441 pazienti con traumi che nei sei anni hanno necessitato di visita specialistica e che per oltre il 25% hanno comportato un’operazione, in seguito a fratture dell’arto superiore (27%) e dell’arto inferiore (25%).

La ricerca, a cura tra gli altri di Andrea Fidanza, presidente degli ortopedici “under 40” di Otodi Young e del presidente nazionale Otodi Marco Mugnaini, è stata appena pubblicata sul Journal of Orthopaedic Reports. «I numeri sono davvero alti e impattano sulle sale gessi così come sugli ambulatori di traumatologia, sulle sale operatorie e sui costi per il Servizio sanitario nazionale», spiega Fidanza, primo firmatario dello studio.

Il casco questo sconosciuto

A scatenare la tempesta perfetta da monopattino elettrico è un mix di ingredienti: da un lato, le condizioni della strada e del traffico, dall’altro la mancanza di spazi dedicati e di educazione degli utenti. Un dato balza agli occhi: solo 36 persone su 441 indossavano il casco al momento dell’incidente e nessuno usava polsiere e gomitiere. Ma conta anche il contesto: il 78% dei casi deriva da cadute singole, spesso per pavimentazione irregolare (sanpietrini o marciapiedi sconnessi), superfici rese scivolose da pioggia o fogliame e, ancora, dalla distrazione di chi guida con gli occhi al cellulare.

La scheda

I pazienti sono per lo più maschi (71%), intorno ai trent’anni. Il 63% degli incidenti avviene tra giugno e settembre - il mese più critico - e in una settimana-tipo è venerdì il giorno di maggiore “picco”: una concausa potrebbe essere l’incremento del tasso alcolico nel weekend. Ma gli incidenti sono abbastanza spalmati durante tutta la settimana, a riprova dell’uso “feriale” che molti lavoratori fanno del monopattino per spostarsi aggirando traffico, carenza di mezzi pubblici o per una scelta “green”. Usare questo mezzo, insomma, risponde a un’esigenza di praticità che va però accompagnata dal rispetto delle regole.

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