Da un cacciavite all'intervallo del Super Bowl: dove vuole arrivare la matricola Cadillac

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Mechanics work on the car of Cadillac's Mexican driver Sergio Perez in the garage during the second practice session of the Formula One Australian Grand Prix at the Albert Park Circuit in Melbourne on March 6, 2026. (Photo by WILLIAM WEST / AFP) / -- IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE --

Partendo da zero e col sostegno di General Motors, la nuova scuderia punta a ritagliarsi un ruolo di primo piano nel campionato. Per ora è motorizzata Ferrari, ma quando svilupperà una propria power unit

Giusto Ferronato

Giornalista

6 marzo - 11:43 - MILANO

Un cacciavite, un foglio A4 e una stanza vuota. Era tutto quello che c'era quando Graeme Lowdon, team principal della Cadillac, ha iniziato a mettere insieme i pezzi per realizzare l'undicesimo team della griglia della Formula 1, un’impresa che non ha esitato a paragonare, forse un po’ enfaticamente, alle Missioni Apollo, quelle per raggiungere la Luna. Dodici mesi dopo, domenica prossima, Valtteri Bottas e Sergio Perez prenderanno il via del GP d'Australia ad Albert Park, a Melbourne. In mezzo, una corsa contro il tempo che ha saputo emozionare pure un uomo navigato come Pat Symonds, consulente ingegneristico del progetto, in F1 dal 1979, passato per Benetton, Renault, Williams e la stessa Formula One Management. "Non sono una persona emotiva", ha ammesso ricordando lo shakedown di Silverstone dello scorso 16 gennaio, "ma è stato un momento molto emozionante. Costruire un team nuovo è dieci volte più difficile che costruire una nuova vettura". 

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