Dal magazzino al cielo della
Premier League, passando per gli allenamenti saltati con la
vodka in corpo e una carriera professionistica iniziata a 25
anni. Jamie Vardy si racconta senza filtri alla vigilia
dell'uscita su Netflix del docu-film sulla sua vita, "Untold UK:
Jamie Vardy" (disponibile dal 12 maggio), e lo fa con l'arma che
gli è più congeniale: l'autoironia.
"Il mio non è il modo comune di fare le cose", ammette
l'attaccante inglese, oggi 39enne alla Cremonese in Serie A.
"Non credo accadrà di nuovo che un giocatore segua il mio
percorso. È stata dura, davvero dura. Ma ne è valsa la pena".
Nel film, Vardy sceglie la parola "idiota" per descriversi — poi
corregge in "buffone" — citando la sua irriverenza spontanea: le
provocazioni ai tifosi avversari, ai colleghi e a chi gli sta
vicino. Un carattere scomodo, eppure la sua dedizione al calcio
resta inattaccabile, come sottolinea il Guardian: a quasi 40
anni brilla ancora sui campi italiani con la maglia grigiorossa
della Cremonese. Gli infortuni lo hanno tenuto fuori nelle
ultime settimane, nel momento più delicato della lotta salvezza,
ma Vardy è tornato in campo contro la Lazio lunedì scorso. E non
ha intenzione di mollare. "Quando le gambe diranno che è
abbastanza, allora sarà finita".
Lontana sembra la stagione in cui si presentava agli
allenamenti con la vodka Skittles in corpo, guadagnando 140 euro
a settimana allo Stocksbridge Park Steels, azienda produttrice
di carrozzine e protesi. A tenerlo in carreggiata, gli amici di
sempre — gli "Inbetweeners", compagni di bevute dall'adolescenza
— e la moglie Rebekah. Fino all'impresa impossibile: la Premier
League 2016 con il Leicester di Claudio Ranieri.
"Ranieri ci ha riuniti tutti, ha visto le ultime partite della
stagione precedente e non ha voluto cambiare quasi nulla. Era
giusto per il gruppo che avevamo". Di quella squadra, Vardy
conserva tutto: "Siamo ancora in un gruppo WhatsApp. Il legame
era incredibile". L'avventura col Leicester si è chiusa un anno
fa con il 200/o gol alla 500/afinché le gambe tengono presenza,
in una stagione disastrosa in Championship.
L'Italia è arrivata come nuova sfida, non come fuga dal
ritiro. "Sono del tipo: finiamo oggi, andiamo a dormire e
vediamo cosa ci riserva il domani. Lo so che per alcuni è
fastidioso". Una filosofia collaudata nel tempo, tra scandali —
la multa del Leicester nel 2015 per linguaggio razzista in un
casinò — e traumi privati, come la scoperta, quello stesso anno,
dell'identità del padre biologico, tenuta nascosta per tutta la
giovinezza. Alti e bassi vertiginosi. Ma Vardy non cambierebbe
nulla: "Se mi chiedeste di rifare tutto da capo, non lo farei!".
Una corsa sfrenata è bastata.
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