Mentre Gattuso saluta, scatta il toto-nomi. E ci siamo infiltrati in un caffé di Milano per ascoltare...
Rino Gattuso si è dimesso. I Bar Sport sono in conclave per il successore. Ci siamo infiltrati in uno milanese.
"L’è un testa a testa tra il Conte e il Mancini, dice la Gazeta".
"Meglio il Conte, che ha già fatto bene in Nazionale ed è nel vivo del gioco. Il Mancio si è perso tra i cammelli".
"Bravo, così richiama Giaccherini, Zaza e Pellè. Il Mancio si libera più facilmente".
"Se è per questo, Tudor è già libero".
"Sì, ma non vince neanche a briscola. Il Mancio trionfò a Wembley".
"Poi lo chiama uno sceicco e molla ancora la Nazionale in tangenziale. Meglio l’Allegri, che sogna l’azzurro. Verrebbe a piedi".
"Mi sa che invece verrebbe in autobus e lo parcheggerebbe davanti a Donnarumma. Io voglio un’Italia che attacchi e diverta".
"Alura Gasp. Da ct potrebbe scegliere tutti gli uomini che vuole e non sacramenterebbe più contro il Massara".
"Giochista per giochista, perché non il Guardiola? È agli sgoccioli col City, una nazionale gli darebbe nuova adrenalina, è sempre a Brescia e potrebbe chiamare il Baggio".
"Bello. Io ci sto. Avremmo già la canzoncina. Invece di Po-po-po…, Pep-Pep-Pep…".
"Guardiola costa troppo".
"Allora Ballardini. Ci rialzerebbe come l’Avellino".
"Bagaj, non si può passare dal Pep al Balla".
"Pioli? Per i primi 5’ ci farebbe giocare bene".
"Baldini? Chi sgarra, lo piglia a calci nel di dietro, come a Di Carlo".
"Eziolino Capuano?".
"Ma va’ a dà via i ciapp!".











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